Zeus lo sciupafemmine

In astronomia la Metis, o Metide (Μήτις in lingua greca), è il più interno fra i satelliti naturali di Giove. Appartiene al cosiddetto gruppo di Amaltea che si compone dei piccoli satelliti interni del pianeta.

Secondo la mitologia la nascita di Atena è molto curiosa.

Nella Teogonia, poema mitologico di Esiodo, viene narrata la sua nascita e gestazione: per impedire che si realizzasse un oracolo ( un figlio stava per detronizzarlo), Zeus consigliato dai suoi nonni Urano e Gea, divorò sua moglie Metis sul punto di partorire. Pertanto, Athena è stata sviluppata all’interno di Zeus, nella sua testa, e ne uscirà fuori. Pindaro narra che il parto fu prodotto da un’ascia nella testa del dio; si dice che l’autore fosse Efesto, Prometeo o Ermete. Athena è nata da adulto e armata dalla testa ai piedi.

Il suo nome può tradursi con “prudenza” ed è ad Ananke che si oppone, ossia alla “fatalità”. Ulisse è l’eroe che ne è dotato per eccellenza, perché mètis governa tutte le azioni che portano l’uomo a sapere fronteggiare forze ostili e troppo potenti per essere dominate direttamente. Essa rende capaci di realizzare le potenzialità nascoste dal caso e portarle in atto rifiutando il destino. E’ dotata del potere di trasformarsi in una molteplicità di forme e di sottrarsi alla minaccia e al pericolo della sua estinzione.

Monologo di Damiel, dal film “Il cielo sopra Berlino” di W.Wenders – Omaggio a Bruno Ganz

La terra è blu come un'arancia

Infine, sono stato abbastanza fuori, abbastanza assente, abbastanza escluso dal mondo. Tùffati nella storia del mondo o anche solo per prendere in mano una mela. Guarda! le piume là sull’acqua già sparite, guarda! le tracce di freni sull’asfalto e adesso i mozziconi di sigaretta come rotolano e come il fiume va in secca e tremano ancora solo le pozzanghere della pioggia d’oggi. Basta con il mondo dietro al mondo!

Dal film Il cielo sopra Berlino

Sì è magnifico vivere di solo spirito e giorno dopo giorno testimoniare alla gente per l’eternità soltanto ciò che è spirituale. Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa, e allora non vorrei più fluttuare così in eterno, vorrei sentire un peso dentro di me che mi levi quest’infinitezza legandomi in qualche modo alla terra. A ogni passo, ad ogni colpo di vento, vorrei poter dire: “Ora, ora, e ora!” e non più…

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Tintoretto al cinema

Passato alla storia come Tintoretto, i contemporanei l’avevano ribattezzato “il Furioso”. Un artista spregiudicato, inquieto, che più di tutto ha amato la libertà. In occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale cinematografiche italiane in 360 copie il 25, 26, 27 febbraio ‘Tintoretto. Un Ribelle a Venezia’.

Un nuovo docu-film firmato Sky Arte e dedicato alla figura di un pittore mutevole e cangiante, istintivo e appassionato. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film è narrato dalla voce di Stefano Accorsi. Distribuito da Nexo Digital nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema (elenco sale su nexodigital.it).

Un tuffo nella Venezia del Rinascimento in alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, da Palazzo Ducale all’Archivio di Stato, da Piazza San Marco alla Scuola di San Rocco, attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l’affascinante fase della formazione della sua bottega. Attraverso l’inquieta vita di Jacopo Robusti, figlio di un tintore da cui prese il suo nome d’arte, scopriremo anche la Venezia del Cinquecento, quella città così amata dal Tintoretto che non la abbandonò neppure negli anni della temibile peste. (  ANSA )