Il potere di Vatel

I film, è risaputo, falsano la realtà nel 90% dei casi. Spesso vanno fuori pista e possono anche infastidirci. Questo film, ambientato nella Francia del Re Sole, non fà eccezione però ne consiglio la visione.

Il film narra di un personaggio storico vissuto realmente :François Vatel ( 1613-1671), creatore della crema Chantilly. 

Nel film il protagonista è interpretato da un impagabile Gerard Depardieu, ma la sua morte è motivata in ben altro modo nella lettera di addio alla sua bella amante ( Uma Thurman). Nella realtà storica Vatel si toglie la vita per altri motivi. Due note sulle altre differenze: il padrone di Vatel è il principe di Condè, nel film zoppicante per una gotta, il Nostro diventa l’amante della dama di compagnia della Regina,Anne de Montausier, ossia la nuova amante del Re, la “debacle” lo colpisce solo alla fine per via della mancanza di pesce, Vatel/Depardieu non muore come riporta la storia .Riporto una delle scene salienti del film. E’ un dialogo tra Vatel e Anne de Montausier, amante del Re Sole.

– François Vatel: Madame… madame… madame per piacere… Vi sentite male, madame? Fatevi preparare un infuso con questo… vi darà ristoro!
– Anne de Montausier: Volevo che il vento smettesse di soffiare… L’ho fatto smettere!
– François Vatel: Penso che sia stato Dio…
– Anne de Montausier: Allora forse Dio ha inviato me. È così importante tutto questo?
– François Vatel: Non è da tutti compiacere un Re, madame!
– Anne de Montausier: Compiacere un Re non è diffiicile è di nessuna importanza
– François Vatel: Come maestro delle cerimonie io ho il potere di salvare il casato del principe di Condè
– Anne de Montausier: E quale sarebbe questo potere!
– François Vatel: Creare, stupire…

Cercando ne web ho trovato una pagina. La copio e incollo.

François Vatel fu al servizio del sovrintendente alle finanze del regno di Francia Fouquet e del principe di Condé, preparando per loro banchetti spettacolari e gustosissimi.Pare che sia stato anche l’inventore della crema Chantilly, panna montata e zuccherata dall’inimitabile leggerezza, senza dubbio fra le migliori creme utilizzate per farcire e decorare i dolci, così battezzata in onore dal castello omonimo, feudo del Principe di Condé.Vatel è passato alla storia non solamente per la sua creatività, ma anche per il suicidio che si dette nel 1671 durante la visita di Luigi XIV alla residenza di Chantilly. Questo il racconto riguardante la cronaca dell’evento, rielaborato da uno scritto di Marie de Rabutin-Chantal marchesa di Sévigné.
Il re Luigi arrivò il giovedì sera. La caccia, le lanterne, il chiaro di luna, lo spuntino in un luogo coperto di giunchiglie, tutto andò nel migliore dei modi. Gli ospiti si misero a tavola, ma poiché v’erano più commensali del previsto, non bastò l’arrosto per tutti, e ciò sconvolse Vatel che disse a più riprese:” L’onore è perduto, è un affronto che non posso tollerare” .
Dopo poco rivolgendosi a Gourville asserì: ” Mi gira la testa, non dormo da dodici notti, aiutatemi a impartire gli ordini” . Gourville gli diede tutto l’aiuto possibile, ma l’arrosto che era mancato, sebbene non al re, ritornava sempre alla mente del cuoco. Scese la notte, i fuochi d’artificio costati sedicimila franchi non riuscirono, perchè coperti da una nuvola.
Alle quattro di mattina Vatel, aggirandosi nel palazzo addormentato, incontrò un fornitore con due piccoli quantitativi di pesce.
” Tutto qui? “, domandò. ” Sissignore – rispose l’altro.
Passò del tempo e, non vedendo arrivare i rifornimenti di pesce ordinati da tutti i porti, Vatel iniziò a disperarsi.
Al culmine della sua agitazione incontrò Gourville al quale farfugliò prostrato:” Temo signore, di non sopravvivere a questo affronto. Ne va del mio onore e della mia reputazione ” . Gourville non diede importanza a queste parole, ma l’altro salì in camera sua, appoggiò la spada alla porta e si trapassò il petto. Proprio mentre Vatel cadeva privo di vita, cominciarono ad arrivare cesti di pesce in abbondanza…

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