Il grano di Ferdinando va in onda

Dal 2 al 4 maggio una “troupe” di “Bellitalia” ha registrato una nuova puntata nel salernitano. Stavolta il “fil rouge” suggerito dagli esperti, nonché bene informati, camminerà sulla rotta del grano. E non si tratta di una metafora. Quella raccontata dalla trasmissione è una strada caduta in disuso, abbandonata alla vegetazione, ma non smarrita del tutto. Le fanno fede i documenti storici che ne attestano genesi, paternità e “pedigree”. Un percorso che si snodava dalla Napoli dei Borboni alle “Apuliae”, terra di sconfinate messi bionde. Indubbiamente una strada “sui generis” che dette nutrimento, è il caso di dire,e non solo alla Capitale di Re Ferdinando.
Il servizio, preparato da “Bellitalia” per maggio con l’aiuto di consulenti del territorio, è un itinerario della storia e nella storia, non meno importante delle favoleggiate vie  romane, nate per raccordare le città dell’Impero dei Cesari o la Via Francigena, che dalla lontana Canterbury portava a Roma, via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per l’Urbe.
Nella “Via del Grano” camminavano derrate. E la Rai ne narrerà il passaggio e i risvolti, i dettagli dei luoghi attraversati. A dirigere la grande manovre di maggio è sceso da Firenze il coordinatore di “Bellitalia” Marco Hagge. Voci di corridoio lo hanno dato a Valva, ma anche ad Eboli e a Minori, dove si lavorava la migliore pasta del Regno, provare per credere.

Raggiunta dalla materia prima, la cittadina della Costiera ha costruito la sua fortuna confezionando “ndunderi” e “maccaroni”, schiaffoni e fusilli, “precettando” il grano che viaggiava alla volta dei Monti Lattari, tagliando per Agerola ed evitando la penisola sorrentina. In Costiera non solo cartiere e ferriere, ma anche mulini ad acqua per trasformare il grano in farina. Ingegnoso, nulla da dire.