Il genio e la vertigine

Stamattina, nella Galleria Borghese, ci siamo avvalsi di una guida della Soprintendenza molto preparata.

Sono rimasta quasi in lacrime davanti al “Davide con la testa di Golia” di Caravaggio , tela della quale conosco la genesi. Michelangelo Merisi la crea mentre è fuggiasco a Napoli nel 1609: ha ucciso un uomo ed è stato condannato alla decapitazione. Le fattezze di Caravaggio sono affidate alla testa di Golia che gronda sangue. Il Papa ricevette la tela e gli fece grazia. L’artista decise di tornare, ma muore a Porto Ercole di “febbre maligna” a soli 39 anni il 18 agosto del 1610..

E mi sono emozionata pure dinnanzi al “Ratto di Proserpina” di Bernini. Qui trovate una descrizione dell’opera che a me ha impressionato non poco ( e non solo me..) per il movimento della mani del Dio che affondano nelle carne di lei. Sembra plastilina quasi non marmo. Il cane a tre teste, guardiano infernale, abbaia ai piedi delle divinità. Il suo manto è satinato, procedimento che si ottiene con una strategia scultorea particolare.

Il Genio della scultura barocca italiana lavorava da adolescente, come prova un piccolo gruppo scultoreo appoggiato ad una delle consolle. Per quanto riguarda poi “L’Apollo e Dafne” ho imparato una curiosità che testimonia la teatralità di Gian Lorenzo.

Il gruppo ,un’opera marmorea in scala naturale, iniziata dal Bernini a ventiquattro anni, eseguita tra il 1622 e il 1625 era collocata nella stessa stanza della Villa, ma in origine stava su una base più bassa e ristretta, appoggiata alla parete verso la scala. A chi entrava allora, Apollo in corsa si presentava di spalle, compariva quindi la ninfa in fuga in un crescendo della sua metamorfosi: la corteccia avvolge gran parte del corpo, ma la mano di Apollo, secondo i versi di Ovidio, sotto il legno sente ancora il battito del cuore. Quindi la scena si
chiude, Dafne si è trasformata in alloro per sfuggire al divino aggressore.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. raymond ha detto:

    qui siamo di certo al livello più eccelso, quando la pittura e la scultura diventano il filmato di loro stesse, e ti trascinano al proscenio di un condensato resoconto che sviluppa non solo la purezza del gesto, ma anche una nuova messa in scena, nella quale risedede l’anima dell’Artista.
    Grazie di questi preziosi dettagli ! 🙂

  2. marzia ha detto:

    Carissimo, nonostante io fossi preparata mi ha folgorato la visione di quelle opere…
    Ho cercato di rendere il mio moto. Vedo che ci sono riuscita a quanto leggo.
    Grazie della preziosa attenzione Ray..

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