Lascaux secondo F.Marotta

Da quando ho scelto di  vivere nella nostra antica casa di famiglia in un paese del Cilento mi procaccio informazioni, stimoli intellettuali e conoscenza come una forsennata. Oso dire in modo coattivo!

Agora Vox” ha pubblicato ancora un mio articolo, ma stavolta desidero dare spazio ad un apporto “doc” di Francesco Marotta.

Pubblicato per intero nel suo blog, il post si avvale in modo straordinario per me di alcuni testi di René Char e Maurice Blanchot, entrambi scomparsi, due illustri intellettuali  a me sconosciuti …almeno fino a due giorni fa.

Un commento di Stefania Roncari, a mio avviso, condensa il valore delle riflessioni degli studiosi e di Francesco Marotta.

Entrambi parlano della terra natale,principiale,dello stupore aurorale in cui la parola prima di essere senso-significato è suono-ritmo-mondo-presenza, qualcosa che ci supera e ci precede (qui nous devance..), la parola profetica-shamana che nel silenzio annuncia l’in-dicibile, l’in-conoscibile.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. penelope ha detto:

    Spero do riuscire a poter raggionare su tutto quello che hai postato, passo sempre velocemente, in questi giorni ho poco tempo. Ciao.

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