C’era una volta Roscigno

dscn0709
Chiesa matrice di San Nicola

Come promesso accenno al luogo di culto annunciato qui, ma con una necessaria premessa.
Roscigno vecchia nasce più a valle dove scorre il fiume Sammaro.

Nasce per esigenza dei pastori e delle greggi della limitrofa ( si fa per dire ) Corleto Monforte (Sa).

E’ infatti storicamente accertato che nel luogo chiamato “Piano” ,già nel 1200, i benedettini avevano edificato un’ abbazia sotto il titolo di sant’Andrea dell’ Appio la cui regola religiosa era alla base della filiazione dalla S.S.Trinità di Cava dè Tirreni, quindi retta da un solo abate.

cappella6.jpg
Parte sommitale della Cappella De Saijs

Il dissesto idrogeologico del borgo non poteva certo risparmiare i luoghi di culto. In passato, la suddetta chiesa dedicata a San Nicola, minacciando rovina, fu addirittura abbattuta.
Ricostruito a tre navate, l’edificio sacro situato in piazza Nicotera è stato colpito dall’evento sismico del novembre 1980.
S.Nicola oggi esibisce un soffitto affrescato, ma dai documenti risulta che vantava un soffitto ligneo a guazzo del XVIII secolo, una scenografia che fino ad un certo punto ha sopportato dignitosamente le ingiurie dell’acqua,cornice evidente di una tela oggi perduta.
Elaborato grazie alla tecnica della tempera, il “guazzo” appunto, il soffitto presentava balconate barocche en plein air in un gioco di volute e fiorami a far corona attorno allo spazio oggi vuoto.

DSCN0653[1].jpg

L’altare maggiore è stato spogliato dei marmi, scelta che io disapprovo e ricostruito per la chiesa del nuovo paese.
Questo è lo scenario che il visitatore si trova dinnanzi.

Pensate che l’altare maggiore di marmo venne creato con la pietra di Carrara dal napoletano Antonio Di Lucca che lavorò anche con Vanvitelli a Napoli nella metà del 1700.

Una precisazione mi urge.

Gli antichi altari costituivano una macchina complessa: tra decori e suppellettili, tovaglie, carteglorie, candelieri e frasche la parte marmorea finiva quasi per passare in secondo piano, relegata al ruolo di ossatura.

Ad ogni buon conto, per dare l’idea di com’è ridotto il paese ho scattato varie foto. Questa potrebbe intitolarsi il cielo in una stanza?

DSCN0718.JPG

Eppure il fascino di Roscigno io lo ritrovo nei lacerti di architetture rurali mirabili.

DSCN0716.JPG

DSCN0714.JPG

Squarci di bellezza

DSCN0662[1].jpg
Altare famiglia De Sajis

Ripetutamente ho accennato in questo spazio alla realtà abbandonata di Roscigno vecchia.
Stamattina il parroco mi ha gentilmente aperto la chiesa matrice dove molto è andato perduto, ma frammenti di bellezza si possono ancora cogliere..

DSCN0670[1].jpg
Parte dell’affresco del soffitto 

Fotografare questi squarci di bellezza sopravvissuti alle ingiurie del tempo e all’incuria degli uomini lo sento come mio dovere.

Molto presto narrerò la storia di questo luogo di culto settecentesco che non abbiamo saputo conservare nella sua integrità.

Siamo talmente distratti e talmente avvezzi alle bruttezze, al “mordi e fuggi” che noi italiani ci siamo snaturati: a stento ci accorgiamo della bellezza che in passato, invece, si sapeva adorare e curare.

DSCN0663[1].jpg