Una dritta

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Il concerto “Danze e musiche dal Cinquecento al Settecento” inizierà alle ore 17.00 e sarà tenuto dagli allievi dei corsi di canto, clavicembalo, flauto dolce, tromba, danza rinascimentale e barocca, con la partecipazione degli insegnanti.

Sentiero Valtellina: una bellissima pedalata in mezzo alla natura

Culture For

Era parecchio tempo che desideravo percorrere almeno un pezzo del famoso Sentiero Valtellina, e l’occasione si è presentata durante un caldo, caldissimo sabato di fine luglio: io e la mia scassatissima bicicletta ci siamo aggregati alla macchina di mio padre, che doveva andare a Bormio in giornata per altri motivi. Il piano era il seguente: partire da Bormio la mattina e farmi recuperare da mio padre da qualche parte nel pomeriggio!

Arrivati a Bormio in mattinata dunque…partenza!

Dal bellissimo centro di Bormio, individuare l’inizio del Sentiero Valtellina è molto semplice: basta seguire i tanti cartelli e dirigersi verso la pista ciclabile che fiancheggia l’Adda.

Lungo ben 114 km, il Sentiero Valtellina è un lunghissimo percorso ciclopedonale che collega (quasi) ininterrottamente Bormio a Colico e si snoda sul fondo dell’omonima valle, fiancheggiando il fiume Adda per la maggior parte del suo percorso.

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L’idea iniziale era quella di scivolare lungo la discesa…

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Vissi d’arte Festival

Una occasione da non perdere…

AppuntArti

A Napoli dal 29 agosto al 3 settembre si svolgerà la terza edizione del Vissi d’arte Festival. La rassegna di spettacoli teatrali che mettono in scena le vite d’importanti pittori quest’anno avrà luogo presso la Sala del Capitolo del Complesso di San Domenico Maggiore e il Teatro TRAM.

Vissi d'arte Festival

Ecco l’elenco degli spettacoli in programma:

  • 29 agosto I diari di Munch presso la Sala del Capitolo, ore 21.
  • 30 agosto Zefiro torna. Storia di Simonetta Vespucci musa di Botticelli presso la Sala del Capitolo, ore 21.
  • 31 agosto Il Cadavre Exquis presso la Sala del Capitolo, ore 21.
  • 1 settembre La Gioconda chi? presso il Teatro TRAM, ore 21.
  • 2 settembre Incontri a Murnau. Kandinski –Schönberg – Münter presso il Teatro TRAM, ore 21.
  • 3 settembre Oscar W presso la Sala del Capitolo, ore 21.

Inoltre da giovedì 5 a domenica 8 ottobre presso il Teatro TRAM alle ore…

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La pietra del destino

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E veniamo a noi.
Fino al 2012 la pietra dell’Incoronazione era conservata all’interno del Castello di Edimburgo, nella Sala dei Gioielli della Corona scozzese.

In origine si trovava a Scone, piccolo villaggio della Scozia centrale da cui ha preso il nome, ed era la pietra sulla quale furono incoronati tutti i re scozzesi a partire da Kenneth I fino a Carlo II. Successivamente, quando nel 1296 la Scozia venne annessa al Regno Unito, il re Edoardo I deportò la pietra a Londra ed essa venne utilizzata per le incoronazioni dei Re d’Inghilterra.

Per questo la pietra venne inglobata ( si nota dalla foto)  nel Trono dell’Incoronazione (Coronation Chair) che si trova a Westminster Abbey.

In origina essa era parte di quattro doni che i Milesi, antenati degli odierni irlandesi, trovarono lasciati dai loro predecessori. Gli altri erano: una spada, un calderone ed una lancia.

Secondo la leggenda questi oggetti avevano delle proprietà magiche ed erano stati donati in principio non da uomini, ma da una stirpe divina: i Tuatha De Danann(Gente di Dana), provenienti dalle “isole a Nord del mondo”, i quali avevano portato “scienza, magia, saggezza, arte e druidismo”. Dopo l’arrivo dei Milesi, alcuni di loro avevano fatto ritorno alle loro isole del Nord, mentre altri erano tornati nei loro tumuli preistorici (i sidhs).

Le leggende più antiche che la riguardano asseriscono che essa sarebbe nient’altro che la pietra che Giacobbe pose sotto il suo capo come cuscino (e sulla quale ebbe il sogno profetico sulla sua discendenza e la famosa visione della scala tra terra e cielo) e che successivamente, al suo risveglio, unse con olio sacro dichiarando il luogo, e la pietra stessa, “casa di Dio” (beth-el).

Il Liber Cronicarum

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Mentre Cristoforo Colombo iniziava il primo dei suoi viaggi per le Indie, un gruppo di benestanti di Norimberga, tra cui due noti mercanti Sebald Schreyer e Sebastian Kammermeister, che si raccoglieva intorno al bibliofilo e umanista Hartmann Schedel (1440-1514), affidava al tipografo Anton Koberger (1445-1513), il più famoso stampatore della Germania e tra i migliori in Europa, la realizzazione di una cronaca universale illustrata che descriveva la storia del mondo, secondo la tradizione medievale, in sette età; sette come i giorni della Creazione.
Strutturato apparentemente come una cronologia, il Liber Cronicarum conosciuto anche come “Cronaca Universale” o “Cronaca di Norimberga”, finito di stampare nel luglio del 1493, con una seconda edizione in tedesco nel dicembre dello stesso anno, è uno dei primi libri illustrati del XV secolo.
Opera enciclopedica, monumento della storia del libro per dimensioni e qualità artistica, rimasta nella storia come primo esempio di grande divulgazione della cultura.

A ben guardare il Liber Cronicarum era costruito alla stregua di una biblioteca del mondo antico.
Come in quella di Alessandria, un insieme di luoghi ordinati per materia, contenevano le informazioni disponibili sull’argomento, al loro interno ordinati alfabeticamente.

Nel Liber Cronicarum il testo era vistosamente accompagnato da ritratti dei Papi, dei Re, dei Profeti, dei Santi, dei grandi filosofi.
Importantissima sia dal punto di vista storico che documentario, la presenza delle 119 vedute delle principali città della storia, per le quali l’opera di Schedel è particolarmente nota ed apprezzata nel mondo degli storici della cartografia.

L’impiego delle vedute urbane e geografiche non aveva soltanto un obiettivo descrittivo o realistico; le vedute servivano per agganciare mnemonicamente all’immagine la trattazione che riguardava la città. Anzi, la scelta stessa di trattare la cronologia secondo le città era un criterio antico (e anche un modo per valorizzare le tradizioni civiche di Norimberga) per suddividere la materia in loci, come prescriveva l’arte della memoria antica, che consigliava un sezionamento della trattazione in stanze, o, appunto, in città.

I Farnese a Nepi

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Chi visitasse Nepi (VT) “incoccerebbe” nella Rocca dei Borgia che si erge varcato il sistema difensivo delle mura del Sangallo. La torre rotonda e quella quadrata vi attraggono dentro il fortilizio dei Borgia.
Il cortile di onore è stato recentemente restaurato ed ospita eventi serali. La visita guidata condotta dal Direttore del locale museo Archeologico vi conduce nella stratificazione dei sotterranei fin su in cima alla torre rotonda. Un panorama a 360° permette di capire la posizione strategica del luogo che consente di osservare fin verso la valle del Tevere dietro il monte Soratte (Flaminia) e fin verso la villa Farnese di Caprarola (Cassia). Un luogo che ancora oggi offre interessanti spunti ai ricercatori archeologici.

L’arrivo dei Farnese nel 1537, segnò l’inizio di un periodo di forti cambiamenti nell’assetto urbanistico della cittadina. I lavori portarono alla creazione e l’allargamento di vie e piazze e alla costruzione di nuovi edifici. A realizzare le opere più importanti venne chiamato l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane cui si devono il progetto del primitivo Palazzo Comunale, quello della chiesa di San Tolomeo, mai portato a termine, e la costruzione della cinta fortificata.
Quest’ultima è la costruzione che maggiormente colpisce per la sua imponenza. La struttura comprende una lunga ed alta cortina, fiancheggiata alle estremità da due massicci bastioni. La sua edificazione andò a inglobare il “Forte dei Borgia“ che divenne, quindi, il nucleo interno di un complesso difensivo più ampio che si estendeva lungo tutto il perimetro occidentale della città.
Chi fosse interessato alla visita contatti il MUSEO CIVICO , Via Falisca, 31
tel. 0761.570604

Mon amour

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Oggi torna il mio amore di 14 mesi. Ormai si è lasciato a camminare.
Qui in foto è nella Siritide, vicino a Sibari.
Mi pare che gli piaccia l’anguria, voi che ne dite?
Aggiorno quando sarà andato via.
Buon fine settimana a tutti/e