Bellezze romane

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Questa foto è abbastanza celebre e riproduce uno dei “dettagli” più mirabili di Palazzo Barberini a Roma.

Un passo indietro si rende necessario.
C’era una volta una villa sul colle del Quirinale già della famiglia Sforza; Maffeo Barberini commissiona a Carlo Maderno (1556-1629) il nuovo palazzo di famiglia. L’architetto anziché demolire la villa la ingloba in un nuovo progetto architettonico: l’ala Sforza, ovvero la parte di edificio che affaccia sull’attuale Piazza Barberini, viene collegata ad un’altra ala, ad essa parallela, tramite un braccio centrale.

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Urbano VIII (1623 – 1644) alias Maffeo Barberini, fu uno dei più grandi mecenati del suo tempo. Ad esempio, nella sola realizzazione del palazzo di famiglia, appunto il Palazzo Barberini, egli riuscì nell’intento di far coesistere molti dei migliori artisti dell’epoca.

In primis Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini che insomma d’amore e d’accordo proprio non andavano. Eppure i due rivali, che collaborarono comunque al progetto del palazzo iniziato da Carlo Maderno, “dialogano” ancora oggi attraverso due famosissime scalinate: la prima, celeberrima ed elegantissima, quella elicoidale di Borromini nell’ala ovest del palazzo alla quale si contrappone quella solida e maestosa di Bernini sita invece nell’ala orientale.

In più, nel salone del piano nobile, il maestoso affresco del Trionfo della Divina Provvidenza, opera di Pietro da Cortona, un vero e proprio manifesto del barocco romano.

Di seguito una piccola galleria di Palazzo Barberini a cui aggiungiamo anche la “Fornarina” di Raffaello Sanzio, una delle perle della Galleria Nazionale Barberini, nell’ambito del complesso museale Gallerie Nazionali Berberini – Corsini.