Prepariamoci ad un Natale di semplicità…

Ora che mi sono vestita di verde pois colorati, mi sento ancora peggio.

Le mie gambine sono salite sul tavolo, altissimo e il mio cuore è salito in gola.

Tre parole, un battito di mani e l’inchino finale. Sono pronta, tra poco tocca a me, ci sono anche gli zii seduti là, davanti devo farcela.

F. vestita da Maria è bellissima, mamma dice che è molto brava, ma deve dire così tante parole che, a pensarci, mi aumenta il capogiro.

Un’ora, un’ora lunghissima, la testa ha ripetuto settantatre volte la mia frase, lo stomaco mi fa i balletti e ho l’impressione che il tavolo si stia alzando.

M. ha parlato, ecco tocca a me.

La luce del faro, ora girato su di me, mi fa bruciare gli occhi,

gli chiudo e velocissima ripeto la preghierina, batto le mani e mi inchino.

 Mi cade la stella che avevo in testa, le mi guance sono rosso…

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