La seduzione della bellezza

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Capitello a paniere

Questo capitello mi ha sedotta. Visitai tempo fa la chiesa che lo vanta, ossia San Salvatore a Brescia, uno dei massimi esempi di architettura altomedievale presenti in Italia settentrionale.

Sorge all’interno del complesso di Santa Giulia, comprendente il monastero femminile di San Salvatore.
Quello della foto è uno dei 13 capitelli di altrettante colonne, ricavate da antiche costruzioni romane; son pregiati e, come si nota, a paniere. La loro raffinata decorazione appartiene al repertorio delle chiese ravennati del VI e dell’VIII secolo.

Qui per ascoltare i tesori che nasconde il Museo di Santa Giulia.

La chiesa, insieme al convento vennero fondati da Desiderio nell’VIII secolo sulle rovine di una antica domus romana. Dopo una prima ricostruzione avvenuta nel IX secolo, la chiesa nel corso dei secoli fu più volte rimaneggiata e nel 1599 entrò a far parte del nuovo complesso conventuale dedicato a Santa Giulia.
Priva di facciata e di abside, la chiesa di San Salvatore a Brescia conserva l’originaria struttura a tre navate.
Le navate e i bracci del transetto sono coperte da volte a crociera. L’incrocio del transetto con la navata centrale è coperto da una cupola sorretta da quattro pilastri quadrangolari.
Le volte delle absidi sono a calotta e si agganciano al transetto mediante volte a crociera.
Le pareti erano completamente intonacate, poi nel corso del XX secolo sono stati asportati buona parte degli intonaci che rimangono oggi solo nelle volte. E’ possibile che le pareti fossero affrescate perché rimangono alcuni lacerti nelle pareti absidali e della navata centrale.
Il pavimento fatto a grosse lastre di pietra si è conservato fino ad oggi. Nelle navate, le colonne e i capitelli sono in parte di età classica e reimpiegate nel nuovo edificio, in parte di manifattura bizantina, in parte creazione originale in loco.

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Museo di Santa Giulia

La chiesa era interamante decorata da stucchi e affreschi, tanto da costituire uno dei più ricchi e meglio conservato patrimonio ornamentale dell’alto medioevo.
Gli stucchi, risalenti al IX secolo, sono ancora visibili nei sottarchi e nelle ghiere, e presentano decorazioni con motivi di intreccio, appartenenti alla tradizione longobarda.
Le più antiche opere d’arte della chiesa di San Salvatore sono conservate nella muratura della chiesa: si tratta di frammenti scultorei alto-medievali raffiguranti animali ed iscrizioni.
Nonostante lo stato frammentario, particolarmente importanti sono le testimonianze pittoriche presenti nella chiesa.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. amourisamore ha detto:

    Interessantissima la storia di questa cattedrale ma soprattutto il particolare del capitello arabescato. Credo che la tecnica richiami l’ornamento utilizzato dagli arabi nelle loro moschee e il fatto che l’Italia, nel suo passato specie nel secolo di fondazione della chiesa in questione, sia stata controllata in parte dall’Impero di Bisanzio quindi i bizantini, questa tecnica ricorda proprio la loro traccia. Ho approfondito facendo qualche ricerca veloce ed ho trovato una correlazione sia nelle forme che nella tecnica in un’altra chiesa dedicata a San Vitale nel ravennate. Se tu avrai modo di leggere l’epoca di fondazione è coeva con quella del capitello nella foto. Inoltre Ravenna faceva parte dell’Esarcato d’Italia, quindi non è impossibile che artisti scalpellini bizantini si fossero spostati verso il bresciano (dopo la morte di Giustiniano I) per realizzare quell’opera. Erano i migliori nel realizzare queste opere d’arte. Chiedo venia se dal punto di vista storico avrò fatto qualche strafalcione ma la similitudine nella tecnica di esecuzione non è certamente un caso. La bellezza dei capitelli arabescati è unica!

    1. marzia ha detto:

      I capitelli esercitano su di me un fascino ineludibile.
      Volli inserire Ravenna in un viaggio con mio marito…sai?
      Affiancai siti longobardi perchè son patita di medioevo.
      In quanto a fregi e arabeschi di pietra ricordiamo le opere di Lanfranco e Wiligelmo e delle maestranze campionesi che han affidato a noi ( immeritevoli) posteri i ricami in pietra della Cattedrale dell’antica Mutina.

      1. amourisamore ha detto:

        Davvero?
        Quindi avrete sicuramente apprezzato oltre la buona cucina, anche le opere d’arte che per le vie emergono. La Cattedrale dell’antica Mutina ricorda l’esterno quella di Trento. La presenza dei rosoni fa emergere in maniera prepotente gli stili in auge al tempo della costruzione. Chi vi abita in queste città, all’esterno possono sembrano quasi identiche, ma l’ingegnosità dei maestri scalpellini (termine che oggi volgarmente non rappresenta più quell’estro artistico di una volta) che hanno curato gli interni, permettono esperienze sempre nuove. Perdonerai la mia ignoranza, non conosco molto bene le opere di Lanfranco e Wiligelmo e su questo credo che approfondirò leggendo qualcosa. Dalle immagini trovate sul web mi sorprende come spesso nel trattare il romanico e l’arte gotica, in architettura si tralasciano queste preziose lavorazioni definendo uno stile architettonico privo di estro dettato dagli “anni bui”, cosa che non viene sottovalutata con il Rinascimento dove si sollevano importanti questioni. Apprezzo veramente questa tua ricercatezza e sensibilità verso il Medioevo. Ti ringrazio per le preziosi informazioni che mi dai. Aiutano sicuramente a vedere con altri occhi quest’arte, che in alcune città è perduta.

        1. marzia ha detto:

          Non ho visto Trento ( ancora), ma non esito a crederti.
          🙂
          Il culto per l’arte mi riporta ad un tempo nel quale i ricchi si circondavano di opere magnifiche.
          E oggi?
          Ho fotografato molti dettagli che non crederesti di incontrare in un paesino di 300 anime.
          E’ uno squallido stereotipo ritenere il Medioevo un secolo buio. Se prendessimo anche solo crescita della Lega anseatica …ma il discorso si fa lungo e non desidero tediarti.
          Vado a prendere l’antibiotico.
          Grazie dell’attenzione

  2. amourisamore ha detto:

    Ho potuto vedere parte di Trento camminando a piedi e non sempre si ha la possibilità, quando si è in gruppo, di poter svolgere un accurato esame. Intanto si tratta di una città il cui centro storico poggia su un tessuto urbano medievale (per via del fatto che tutte le strade portano al centro della piazza come la Basilica.
    Sto affrontando il Medioevo in maniera diversa, specie nella ricostruzione della crono-storia della fabbrica di un edificio in rovina. Mi sto disintossicando, grazie ai tuoi articoli pubblicati sul blog, da quell’indottrinamento di “regime” che nelle università vige ad opera di altri indottrinati. Per esempio attualmente lo stile amato e studiato nel campo della composizione e progettazione, è il Razionalismo e la Casa del Fascio, come opera emblematica di un purismo architettonico.
    Abbandonando questo discorso, queste 300 foto sono frutto della tua perspicacia e della tua capacità a cogliere i dettagli. In verità i comuni minori sono fra quelli più artisticamente vivi rispetto alle più blasonate mete turistiche. Esistono capolavori anche solo guardando un cancello in ferro battuto.
    Concordo con te riguardo il Medioevo, magari potrebbe essere uno spunto per un nuovo post/articolo sul tuo blog che tratti la Lega anseatica e il bacino culturale creato dalla sua crescita. In fin dei conti a questo servono i blog.
    Buon antibiotico allora. 🙂
    Grazie a te.

    1. marzia ha detto:

      Insomma Trento non segue il tracciato dei decumani come Napoli, per esempio.
      Ti occupi di restauro ?
      Leggo della “ricostruzione della crono-storia della fabbrica di un edificio in rovina”.
      I dettagli , contestualizzati, permettono di costruire, almeno in parte, il tutto.
      Sapessi le cornici scolpite di finestre apparentemente appartenenti a case contadine…
      La lega anseatica ha preso ad intrigarmi con un servizio che ricostruiva la vita degli artigiani e di un romanzo del quale ti confesso non rammento il nome.
      Questa tua proposta sollecita i miei neuroni e le sinapsi, oltre alla curiosità.
      Te ne son debitrice

  3. amourisamore ha detto:

    Dall’alto non l’ho vista Trento, però ci ho camminato parecchio per le viuzze. Vedendola grazie a google è costituita seguendo una serie di strade principali e secondarie. Napoli si sviluppa, osservandola, sui decumani per via degli sventramenti “haussmaniani” del 1885 epoca conosciuta delle prime leggi urbanistiche in materia di salubrità ed esproprio per pubblica utilità (la famosa legge di Napoli). Quindi diciamo che hanno storie diverse. Napoli presentava zone ad elevato degrado urbano in quel periodo e l’opera svolta da Haussmann a Parigi 30 anni prima ha sensibilmente ispirato le principali città d’Italia.
    Mi piacerebbe occuparmi di restauro, in realtà è uno dei miei divertimenti, come quello di scrivere e di apprezzare i documentari culturali.
    Si tratta di uno studio che sto facendo per mio diletto/dovere quindi nel compierlo ci metto del mio. In pratica bisogna tenere conto una serie di avvenimenti accaduti al monumento o opera tenendo presente i fatti sincronici e quelli diacronici facendo in modo di poter ricostruire la sua fabbriceria (con questo termine hai già compreso di cosa si parla).
    Non so se ti sei informata alla Soprintendenza se il tuo edificio è sottoposto o meno a vincolo, perché in quel caso potresti accedere ad una serie di documentazioni amministrative che ti aiuterebbero a comprendere meglio il luogo in cui ti trovi dall’altro avresti tanti grattacapi per ogni intervento che dovrai eseguire. Anche un semplice manufatto artistico realizzato artigianalmente in una determinata epoca potrebbe essere sottoposto a protezione e grazie al tuo vasto bagaglio culturale potrebbe essere anche una spinta verso la tutela di ciò che sei riuscita a scovare e magari dare un peso ed un seguito alle 300 foto che mediamente scatti osservando un paese o il luogo in cui risiedi.
    Sulla lega anseatica sono poco ferrato, mea culpa, quindi sarà motivo di approfondimento. Purtroppo con il commercio e con la politica nel passato, non riesco ad avere un buon feeling, cercherò di superare questo divario con un pizzico di impegno in più.

    Credo che un debito nei tuoi confronti, l’ho contratto io, per la moltitudine di informazioni che non conoscevo.

    1. marzia ha detto:

      Ti ho appena risposto..
      Passo tra poco a risponderti qua, grazie

  4. L’ha ribloggato su Pittura1arte2disegno3 Community Artistica Culturalee ha commentato:
    COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE”IL NOSTRO IMMENSO PATRIMONIO ARTISTICO CULTURALE” Google+Facebook+Twitter+Linkedin+Pinterest Italia,Tumblr ecc…e qui in WordPress BlogRoll “IL COLORE DEI PENSIERI” profilo PITTURA1ARTE2DISEGNO3 ……… INVITO in Allegati : *AFFRESCHI E COREOGRAFIE IN DIALOGO ,TRA GLI IMPORTANTI AFFRESCHI IL CICLO DELLE STORIE DI SANT’OBIZIO DI NIARDO* 1526-1527 DI *GIROLAMO ROMANI detto “IL ROMANINO” Pittore Freschista Italiano,Bresciano del *PRIMO RINASCIMENTO* 1484 +1566 *CAPPELLA SAN SALVATORE,COMPLESSO MONASTICO DI SANTA GIULIA,BRESCIA,LOMBARDIA* GRAZIE ,buon proseguo e navigazione pittrice artistica Susanna Galbarini in *PITTURARTISTICA 36° ANNIVERSARIO*

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