Il Codice in mostra

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Il manoscritto Della natura, peso e moto delle acque nato dal Genio di Leonardo e di proprietà di Bill Gates consta di 72 fogli databili tra il 1506 e il 1510. Torna in Italia dopo 20 anni: mancava da Firenze dal 1982 quando venne ospitato a Palazzo Vecchio per volere dell’allora suo proprietario, il petroliere americano e appassionato d’arte Armand Hammer. L’ultima volta in Italia era stato esposto in mostra a Palazzo Querini Dubois a Venezia, nel 1995.

Dopo il Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano questa sorta di “quaderno di appunti” sarà esposto nell’ottobre 2018 alla Galleria degli Uffizi di Firenze; sarà una mostra e un’anteprima delle celebrazioni internazionali, un antipasto insomma, in vista nel 2019 anno durante il quale si celebreranno i 500 anni dalla morte del padre della Gioconda.

Esposte in originale, e rese integralmente visibili grazie a una tecnologia del tutto innovativa saranno godibili nell’ Aula Magliabechiana degli Uffizi dal 30 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019.

Mercì

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Un fiore e un post di ringraziamento per le delicate e gentili parole che mi avete lasciate qui…
Quando son rientrata dalla visita mi son accorta di non avere più collegamento. Per fortuna una cara persona esperta mi ha rimesso a posto tutto.
Spero domani di lasciarvi una bella sorpresa. Buonanotte

Uno sfogo, sorry

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Domani mi tocca l’intervento dell’ortopedico che con iniezioni di acido ialuronico sta ritardando l’intervento chirurgico al ginocchio.

Saltellavo e camminavo fino a 4 anni fa; ignoravo l’esistenza della gonoartrosi, ossia la consunzione della cartilagine. Poi tutto è precipitato. E son contenta di aver fatto qualche escursione quando potevo permettermela. Raccoglievo lavanda, mi inerpicavo un pò per i tratturi. Ora pure una visita in una città mi obbliga a sedermi di tanto in tanto. 

A volte provo rabbia, senso di impotenza…ho 63 ani è vero e son sovrappeso, ma non ero preparata a questa patologia. Inoltre qua ci son scale ovunque vai. 

 

 

Madre natura

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Quando sto di malumore mi dedico un pò alle piante. Questi son i miei ultimi acquisti. C’è tra voi chi mi sa dire il nome della pianta “infiorata”‘
Mio padre l’aveva in giardino.
Forse domani vado per due gg a Salerno: là comprerò un gelsomino per il terrazzo; lo munisco di un supporto perchè salga verso l’alto.
In giardino ne abbiamo uno che è stato coperto dalle campanule. Io, poi, con il ginocchio dolente non scendo spesso in giardino.

Stand by

Sto avendo problemi per la vendita di casa di mio padre. Non ho ora la testa per aggiornare. Siamo sette fratelli, ma il peso grosso ce l’ha sulle spalle mio fratello Mario che si è impuntato. Io sto cercando di ricavarne il più possibile come farebbe chiunque sano di mente. Gli altri vorrebbero accontentarsi.

Non sono una avida, ma non avendo pensione nè stipendio deve avere questa fermezza.

Torno appena mi rassereno. 

Emozioni

 

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Lasci dietro di te
un vivido rossore
calando all’orizzonte
l’anima annienti
circoncisa di stupore
estatici languori
i tuoi ardori
producono
ogni sera li attendiamo
ostia d’oro
mia fascinazione.  ( giugno 2018 )

 

Un gioiello della Valle Isarco

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Bressanone, come sanno anche i marziani, è la città più antica del Sud Tirolo.

La conca dove sorge la cittadina venne abitata da molto, si parla di oltre 10.000 anni, infatti i primi insediamenti risalgono al neolitico. Grazie ad un documento del 828 d.C. si può presumere che, la citata “Pressena”, fosse Bressanone. Ne da certezza il 901 e un atto di donazione dove il re carolingio Ludovico IV regalò il “Meierhof Prihsna” al Vescovo Zaccaria di Sabbiona.

Ma fu dopo la costruzione del Duomo, della pieve e del palazzo vescovile che l’insediamento si andò trasformando città.

Meravigliosa è la famosa architettura romanica con volte a crociera del XIV secolo, che in un unico vano dimostrano l’evoluzione dell’arte medioevale. Custodisce affreschi del periodo dal 1390 al 1500 con pregiate opere della pittura murale tardo-gotica, degne di nota sono la rappresentazione dell’elefante (3. arcata) e l’adorazione dei Magi (13. arcata). 

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Vi si entra dalla piazza del Duomo, passando attraverso un corridoio con lapidi tombali e resti di affreschi che costeggia la chiesa della Vergine in Ambitu, originaria del Duecento e rimaneggiata nel secolo seguente (preziosi, ma deteriorati, affreschi romanici sopra la volta gotica).
Delle venti arcate del chiostro (archi a tutto sesto su colonnine binate) 15 recano mirabili affreschi gotici realizzati tra la fine del XIV secolo e tutto il XV da artisti quali Leonardo da Bressanone, Giovanni, Cristoforo ed Erasmo da Brunico, Ruprecht Potsch. Le opere non sono organizzate secondo un programma iconografico: ogni campata si può considerare a sé stante, con temi dettati dai committenti ogni volta diversi (in prevalenza, membri del capitolo).
( TOURING CLUB )