Anticipazione

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“Similmente nella chiesa et in altri luoghi del Sasso della Vernia fece molte tavole che si sono mantenute in quel luogo deserto, dove niuna pittura neanche pochissimi anni si sarebbe conservata”
Giorgio Vasari, Le Vite, Luca Della Robbia

La seta di Napoli

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Esempio di barocco napoletano, la chiesa dei SS.Filippo e Giacomo vanta affreschi, decorazioni marmoree, altari ed arredi sacri creati da artisti del calibro di Alessio D’Elia, Jacopo Cestaro, Giacomo Massotti, i fratelli Massa, Giuseppe Sammartino.

La Chiesa, insieme al Conservatorio per le figlie povere degli artigiani, fu voluta nel 1600 proprio dai Setaioli, Tintori e Mercanti di Seta. 

La lavorazione della seta venne incentrata a Napoli, “il solo centro del regno, oltre Catanzaro, presso il quale sarebbe stato possibile svolgere quest’attività”.

I ragazzi dell’Associazione Respiriamo Arte hanno compiuto un’opera meritoria, riportando alla luce un volto di Napoli per troppo tempo dimenticato: quello d’importante centro di produzione e lavorazione della seta, settore trainante dell’economia del regno dalla seconda metà del XVI secolo fino al XVIII.

La Sagrestia settecentesca custodisce le opere dei maestri intagliatori di legno del ‘700 napoletano ed esempi di arte serica seicentesca realizzati dalla corporazione.

Alla cripta vi si accede da una botola in bronzo finemente lavorata alla suggestiva cripta luogo di sepoltura dei corporati della seta; infine dal cortile interno si raggiungono i resti archeologici in cui è possibile osservare testimonianze della Napoli cinquecentesca e romana.

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Anticipazione

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Non mi stancherò mai di dire che ci son più tesori nascosti in Italia che svelati.
Sapete della esistenza di una Chiesa chiamata della seta a Napoili? Era l’anno 1477 quando venne istituita e riconosciuta questa arte.
A San Biagio dei Librai si trova il luogo di culto dedicato ai SS. Filippo e Giacomo.
Una visita guidata esclusiva permette di celebrare i luoghi della seta restituiti al pubblico dall’Associazione Respiriamo Arte per custodire quella Napoli descritta nelle fonti come: “Brulicante di filatoi, botteghe di setaioli, tinte, tessitorie, fondaci di mercanti, di numerosissime presenze di stranieri, di attività finanziarie e commerciali collegate al commercio e alla lavorazione di stoffe e di altri prodotti in seta”.

Spero di raccontarvene presto.

Aria di festa

 

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Lunedì si sposa Viviana, la mia prima nipote a Vallo della Lucania (Sa); dal 31 qui iniziano i festeggiamenti che culminano nella Festa del 2 agosto con la processione della veneratissima Madonna degli Angeli.

La banda inizia dalla mattina a girare per il paese. Molti giorni prima si preparano le cente che si approntano per ogni grande festa.

Cosa sono? Eccovele spiegate.

Quest’anno non ci sarò alla serata conclusiva: mio figlio “veneto” ( ospite d’eccezione al matrimonio perchè molto amico della sposa) deve prendere il treno a Salerno per rientrare alle 6 e 30. Il 3 agosto mi fermo nella mia città natale per abbracciare il nipotino che torna dalla Puglia.

 

 

La leggenda, et voilà

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Tufo bianco, tufo alto 25 metri, questo è Pizzomunno.
Finchè mio figlio non ha scelto Vieste per le ferie avevo solo sentito nominare la leggenda che lo riguarda.
Un amore, quello del pescatore Pizzomunno e della bella Cristalda.
La storia è ambientata nel periodo in cui Vieste era solo un piccolo villaggio di mare, con poche capanne abitate da pescatori.
Ogni giorno lui usciva in mare solo con la sua barca ed ogni giorno le sirene lo aspettavano per cantargli le loro dolcissime ma mortali canzoni ammaliatrici.

Ma una volta le sirene non si limitarono a cantare in quanto incantate loro stesse dalla bellezza di Pizzomunno.

Le sirene lo volevano come loro re ed amante, arrivando ad offrirgli l’immortalità se lui avesse accettato di diventarlo.

Ma Pizzomunno amava Cristalda.

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Una sera, mentre l’amata stava ad aspettare il suo Pizzomunno su di un isolotto di fronte al mare, le sirene emersero dall’acqua e la aggredirono, trascinandola negli abissi del mare.

Pizzomunno sentite le urla di Cristalda si precipitò invano.
Il giorno dopo i pescatori lo ritrovarono pietrificato dal dolore sopra un bianco scoglio che da allora porta il suo nome.

La leggenda non ci specifica bene cosa accadde a Cristalda ma si racconta che ogni cento anni per una sola notte la bella Cristalda risale dagli abissi (dove quindi Ella vive) e si ricongiunge al suo Pizzomunno.

Grazie a tutti

Guappa
Guappa mentre li allatta

Mio marito ed io vi ringraziamo tanto uno ad uno per l’affetto dimostrato in questo delicato momento. Puffetta avrebbe compiuto 4 anni a novembre.

Mio marito ha voluto seppellirla nella stessa terra di montagna dove conoscemmo la mamma, Guappa. Era vivacissima ed aveva un compagno lassù, battezzato da mio marito Temistocle perchè era un “canepecora” bianco che scomparve quasi all’improvviso. Guappa era molto giù, rifiutava il cibo che mio marito le portava.

Pochi mesi dopo scese in paese: il resto è storia.

Ieri ero ancora sotto choc: la tristezza è arrivata oggi, ma voglio aiutare mio marito. “Pensa a quanto ha ricevuto. Quanto è stata amata. Se non fosse nata qua, chissà che fine avrebbe fatto”…

GRAZIE

Buon viaggio Puffetta

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In questa foto aveva un anno e si stava riprendendo da una vaccinazione.
Due ore fa questa cagnolina è morta; mio marito l’aveva battezzata Puffetta.
Era vispa, a volte mi faceva arrabbiare, ma sapeva aprire le porte e tanto altro.
Il fratello (Puffo nonchè cocco di mio marito) non dimostrava la sua intelligenza.
Guappa ce ne aveva partoriti sei, pochi giorni dopo che l’avevamo raccolta perchè abbandonata.
Confesso che mio marito ha versato per lei qualche lacrima: è molto affezionato ai suoi cani.
Ora son rimasti Puffo e la mamma nel giardino.

Anticipazione

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Domani inizio le interviste per una serata all’insegna “Sacco..si racconta” dove gli anziani torneranno indietro nel tempo.
Ma il mio prossimo aggiornamento riguarderà il medioevale castello di Eltz, situato presso Wierschem sulle colline sovrastanti la Mosella tra Coblenza e Treviri in Germania.