L’arte nell’ ex zuccherificio

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Tranquilli, non sto per portarvi nell’antica Classis di Ravenna, ma nella moderna, quella che ha voluto una riconversione industriale.
Accade all’area dell’ex Zuccherificio di Classe, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare, tra i tesori massimi di Ravenna.
Qui, nei primi decenni del secolo scorso, 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in montagne di zucchero che, per nave e ferrovia, raggiungevano l’Italia e l’Europa. Il 1962 segna il declino; gli anni ’90 l’inizio della resurrezione e l’idea di trasformare un enorme problema in una fondamentale risorsa per il futuro di Ravenna.

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Sviluppata su 2.800 mq, la nuova realtà è nata grazie alla Fondazione Ravenna Antica, cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo Museo, insieme a quelle dell’Antico Porto, della Basilica di Sant’Apollinare e, nel cuore di Ravenna, della Domus dei Tappeti di Pietra, il Museo TAMO e la Cripta Rasponi.

Il 1 dicembre sarà fruibile questo gioiello che, come tiene a ribadire l’assessore alla Cultura Elsa Signorino “non sarà un semplice ‘contenitore di materiali’, ma sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo con ampi laboratori per lo studio ed il restauro che consentiranno a docenti e studenti dell’Università di svolgere le attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca”.

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