Carrara? Non solo marmo

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“Evvi una Villa di detti signori Marchesi Dosi poco lungi dalla città, consistente in una scala a due andate con statue e balaustre di marmo, una sala dipinta da Francesco Natali e dal Ghilardini, e tutta la suddetta è dipinta dall’istesso Natali, con orti, giardini e scherzi d’acque.”

Stiamo parlando di Toscana, Pontremoli in provincia di Massa e della Villa Dosi Delfini, edificata negli ultimi anni del XVII secolo per volontà dei fratelli Carlo e Francesco Dosi, ricchi uomini d’affari che avevano trovato nella Pontremoli Granducale un luogo ideale per sviluppare fiorenti commerci tra il porto di Livorno e la pianura Padana.
A salutare i visitatori, all’ingresso, i busti dei due fratelli e dai cartigli sottostanti i loro ritratti.
La data riportata, ossia 1700, è da considerarsi assolutamente indicativa: alcuni documenti e testamenti di famiglia recentemente analizzati ci fanno immaginare che l’idea progettuale della villa fosse già stata partorita tra gli anni 60 e 70 del XVII secolo. Dai documenti risulta che nel 1693 Villa Dosi, definita “fabrica” e “palazzo con giardino”, fosse già coperta e già ci si occupava di fornirla di statue e decorazioni pittoriche.

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Le Tre Parche

Dopo un lungo viale arricchito anche da piante di cedri del libano si incontra la sobria ed armoniosa facciata la cui cromia ricorda quella delle Ville Medicee rinascimentali e una la scala doppia che conduce alla grande sala a doppio livello fasciata da un elegante ballatoio in ferro battuto è a tutti gli effetti il cuore dell’edificio: qui una impressionante decorazione pittorica riempie tutte le superfici con quadrature, sfondamenti prospettici, scene allegoriche e sfarzose decorazioni.

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