Topiaria sì,ma senza topi

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Alzi la mano chi conosce i giardini e il castello di Marqueyssac..

Posto in alto su una scogliera che domina una valle nel dipartimento francese del Perigord Noir, il castello vanta una storia affascinante e una magnifica esposizione topiaria che lo ha reso uno dei giardini più famosi di tutta la Francia.

Acquistato alla fine del XVII secolo da Bertrand Vernet de Marqueyssac, consigliere di Luigi XIV, il re Sole, il castello di Marqueyssac esibisce giardini che coprono 22 ettari e sei chilometri di sentieri e sono immediatamente riconoscibili grazie alle sculture in legno di bosso che dominano i panorami.

Più di 150.000 sono i bossi che crescono qui, modellati, potati e presi in giro in forme favolose con uno sfondo di cipressi e pini marittimi. Tutto accende l’immaginazione: gli edifici sul tetto in pietra del castello, la vista sulla valle e i sentieri sinuosi:essi si combinano per creare un panorama glorioso al tempo stesso dinamico e pieno di movimento, ma con un certo grado di formalità e abilità stilistiche affilate.

Armonie made in ‘nature’

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Amico di Pablo Picasso e Salvador Dalì, a Jacques Couëlle per i meriti artistici gli venne assegnata la Legion d’Onore all’Accademia Francese.

Le sue  case di scultura sono un tributo a una natura sovrana.

L’ architetto Jacques Couëlle costruì negli anni ’60 un insieme di case che si affacciano sulla baia di Cannes, la cui forza e bellezza formale sono ormai riconosciute.
Questo francese geniale nel ‘900 si dedicò alla ricerca e lo studio di nuovi materiali per la costruzione.

Il suo stile è rimasto ineguagliato, testimone di quel fantastico stile architettonico che oggi impera nella Costa Smeralda.
Libération sabato 15 febbraio 1964 scriveva: “I miliardari pagheranno 700.000 franchi per vivere in caverne (migliorate)”.

E il giornale non fu il solo a esprimere un giudizio così duro quando si trattava di evocare il una suddivisione che avrebbe visto la giornata sulle alture di Cannes, opponendosi sotto tutti gli aspetti al movimento moderno che ancora imponeva i suoi diktat all’epoca. Una suddivisione firmava Jacques Couelle, architetto autodidatta che sognava di essere un artista, e vedeva l’armonia più nella natura, che considerava sovrana, che negli angoli retti e nelle superfici lisce dettate dall’uomo.

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Il capolavoro di Couelle è senza dubbio l’Hotel Cala di Volpe.

Vera istituzione del lusso e simbolo di un’architettura geniale, l’Hotel, con i suoi stucchi bianchissimi, le travi di legno a vista, pareti curve e grandi mura di pietra, ricalcando lo stile degli antichi villaggi di pescatori in chiave surrealista, regala una sensazione di grande eleganza e insieme di intimità e protezione.

Giovanni Guarna,da Salerno

Alchimie

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Tutti i turisti sostano davanti a lui durante la visita di prassi a S.Maria Novella, la prima, in senso cronologico, delle grandiose basiliche fiorentine. 

E’ in ottima compagnia lui: riposa in mezzo alla magnificenza creata da  Giotto, da Andrea Orcagna, Brunelleschi e Ghiberti, alla Trinità del Masaccio, agli affreschi del Ghirlandaio. Quasi quasi è da invidiare!

Serba le spoglie di un Guarna, salernitano “doc”,  e per giunta Beato, quel sepolcro in S.Maria Novella sotto l’altare maggiore.
Ieri se ne ne aveva memoria. Oggi lo ri-conoscono solo gli “addetti ai lavori”. Provare per credere.

“Il beato fra Giovanni di Salerno fu di casa Guarni, una delle prime di quella città, oriunda dagli antichi Normandi che poterono tanto già nel Regno di Napoli. E ciò sia detto a laude e gloria del primo fondatore del nostro convento”. 

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Dedicato a Silvia

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Questa scala incredibile la vanta la libreria Lello e Irmão di Porto in rua das Carmelitas, nel centro storico ed è ritenuta una delle librerie più belle al mondo.
Tra la facciata particolare, le scale maestose e il soffitto decorato si nasconde la magia, non solo dei libri ma anche di Harry Potter…

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