Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi

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Tra le altre sedi Palazzo Blu di Pisa ospiterà la mostra suddetta.
Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi si erge in posizione strategica all’imboccatura del ponte che già nel X secolo attraversava il fiume.
Per chi conoscesse Pisa, aggiungo di fronte alla Porta Aurea della città precomunale, nei pressi dell’antichissima chiesa di S. Cristina (dove S. Caterina da Siena riceverà le stimmate).
Nel Medioevo l’edificio appartenne ai Sismondi, poi ai Buonconte ecc. ecc.

Risale Tra le altre sedi Palazzo Blu di Pisa ospiterà la mostra suddetta.
Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi si erge in posizione strategica all’imboccatura del ponte che già nel X secolo attraversava il fiume.
Per chi conoscesse Pisa, aggiungo di fronte alla Porta Aurea della città precomunale, nei pressi dell’antichissima chiesa di S. Cristina (dove S. Caterina da Siena riceverà le stimmate).
Nel Medioevo l’edificio appartenne ai Sismondi, poi ai Buonconte eSuccessivamente il complesso passò ai Sancasciano e ai Del Testa, ai quali si deve la struttura tardo-cinquecentesca che il palazzo conservò fino al XVIII secolo, quando fu oggetto di ulteriori modifiche, che interessarono soprattutto l’interno. 

Risale al XVII il colore esterno del palazzo, realizzato forse per soddisfare il gusto degli ospiti di San Pietroburgo che ebbero occasione di soggiornarvi a partire dal 1773.

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Fu proprio in onore della grande stagione artistica russa, che vide grandi maestri Italiani alla corte dello Zar a progettare e decorare imponenti palazzi a San Pietroburgo, che il palazzo venne fatto dipingere con la caratteristica colorazione blu, o color dell’aria, applicata ai palazzi pietroburghesi per addolcirne le forme.

In quell’epoca il palazzo fu animato da una vita sociale e culturale molto intensa. Nel 1774 fu frequentato dalla principessa Yelizaveta Alekseyevna Tarakanova (1753 – 1777), che sosteneva di essere la figlia di Aleksej Razumovskij e dell’imperatrice Elizabetta I: sospettata di complotto ai danni dell’imperatrice Caterina II, vi fu rapita nel febbraio 1775 per essere ricondotta in patria dall’ammiraglio Aleksej Orlov, comandante della flotta imperiale russa di base a Livorno per la guerra contro l’Impero Turco. Nel 1781 vi soggiornò Ekaterina Daskova (1744-1810), direttrice dell’Accademia russa delle scienze, che ha lasciato una descrizione della città, del Gioco del Ponte e del palazzo nelle sue Memorie. ( da WIKIPEDIA)