Grano dopo grano

40618930_530485544031678_3621292067780558848_n

Dopo l’ oro a tavola torno a parlare di oro e di oggetti che richiedono una particolare specializzazione, la granulazione nella quale gli etruschi erano molto abili.

L’interesse dei moderni verso questa sofisticata tecnica orafa risale tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, in seguito agli scavi di Pompei ed Ercolano, che riportano alla luce magnifici pezzi di gioielleria. Proprio per rispondere alla crescente richiesta, gli orafi del tempo cominciano a realizzare monili che riecheggiano gusto e tecniche antiche. Tra i più famosi spiccano gli artigiani della bottega Castellani. Pur raggiungendo risultati impressionanti, Alessandro Castellani ammette, in più di una circostanza, che gli antichi possedevano uno speciale processo chimico per fissare i granelli piccoli, ancora per lui sconosciuto.

orecchini

Ma che cos’è la granulazione..

La granulazione è una tecnica decorativa consistente nella saldatura di piccole sfere auree, denominate grani, ad un sottofondo, in genere lamina, secondo un disegno prestabilito. Quando i grani raggiungono proporzioni microscopiche – nell’ordine di 0,1 mm di diametro – si attribuisce a questa stessa tecnica il nome di “pulviscolo”. Si tratta di una delle più complesse ed affascinanti tecniche dell’arte orafa, ed al tempo stesso anche una delle più discusse. 
I primi esempi provengono dalle tombe reali di Ur in Mesopotamia e risalgono al 2500 a.C. Successivamente la tecnica si diffuse nelle regioni vicine dell’Asia Minore della Siria e della Palestina, e quindi, in Egitto e nell’area Egeo-greca.

Si trovano altre attestazioni di gioielli granulati negli scavi di Schliemann a Troia (2350-2100 a.C.) e, in periodi più recenti, a Dahshur in Egitto (1991-1778 a.C.) e in area minoica (1700 a.C.).
Dopo un lungo periodo di declino, sono gli etruschi a raggiungere le vette più alte della granulazione, fino alle sue estreme possibilità quanto a finezza dei grani e a complessità dei motivi decorativi.

Dedicato a Francesco

pasta-in-salsa-di-fiori-di-zucca

Dedico a Francesco questa vellutata di fiorilli ...

Ingredienti : fiorilli freschi, aglio, parmigiano, olio EVO,  salsiccia.

Pulire i fiorilli anche del picciolo interno, lavarli rapidamente, farli sgocciolare. A parte preparare tre spicchi d’aglio in 3 cucchiai di olio extravergine.

Prima che l’aglio cominci a sfrigolare buttare dentro i fiorilli che hanno bisogno di poca cottura; a parte cuocete pezzetti di salsiccia (va bene anche la pancetta) in un po’ di olio.

Fatto questo passaggio lasciare raffreddare i fiorilli e poi frullateli.

Cuocete la pasta di vostro gradimento; a tre quarti dalla cottura scolatela senza buttare l’acqua di cottura.

Scolate la pasta e continuate il restante tempo di cottura aggiungendo la vellutata di fiorilli e se, necessita un po’ d’acqua di cottura; mantecate con il parmigiano o il pecorino a vostra scelta. L’ultimo passaggio è dedicato alla aggiunta del maiale che sia salame o pancetta.
Buon appetito…e come amo dire: ricordatemi nelle vostre preghiere 😀