Un museo da non perdere

Datato fine secolo XVII, questo gioiello si avvale di pannelli intarsiati di marmi ‘rabischi’ (cioè arabeschi), con volute fitomorfe e volatili, appartenenti alla.chiesa di San Gregorio del XVI sec., distrutta dal terremoto. Oltre ai marmi vi è l’utilizzo di diaspri, agate, lapislazzuli, cristalli di pirite, vetri di calcare, pasta vitrea per dare pregio e luminosità….