Oro marino

bisso-pulito-e-pettinato

Il bisso e la sua lavorazione mi incantano da molto tempo.
Mi sono messa ad indagare, scoprendo che viene ricavato da un mollusco la cui immagine ho pubblicato nel post precedente. 

Dalla bivalve Pinna Nobilis , il più grande del Mediterraneo, deriva il bioccolo che si trasforma in seta del mare. Vive circa 25 anni e può superare il metro di altezza. splendente come oro, soffice ma forte, il bisso era conosciuto già nell’antichità per le sue proprietà. Da 300 grammi di fibra grezza se ne ricavano 30 di pura SETA DEL MARE.

Per lavorarla occorrono cardo a spilli, fuso in ginepro, forbici e spoletta.

Maestra indiscussa di bisso è Chiara Vigo, di Sant’Antioco in Sardegna.

E’ ebraica la lavorazione del Bisso.

Una leggenda racconta che la importò la principessa Berenice di Caldea.

In esilio a Sant’Antioco per essersi innamorata dell’imperatore romano Tito, insegnò  a tessere la seta del mare.
Una volta filato, il bisso viene passato a mano dentro l’ordito di lino in grandi telai a pedale. Oppure tessuto con le unghie in piccoli telai di legno.

Il Maestro di bisso Chiara Vigo conosce 124 colorazioni che derivano da piante e fiori. Per tingere la seta del mare porpora utilizza delle conchiglie ma senza uccidere gli animali.

Nei secoli il bisso marino ha sempre rappresentato uno status symbol: di vesti in seta del mare si coprivano sacerdoti e re, e nelle occasioni speciali.

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