Un mio approfondimento

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Professor Solomon Schechter

Oggi ho avuto un pomeriggio libero per approfondire un aspetto del mondo ebraico che mi era stato accennato tempo fa: la mescolanza di lingue che lo riguarda mi ha incuriosito.

Una necessaria premessa.

La Geniza del Cairo (antico quartiere al Fustat) è il luogo in cui furono radunati manoscritti ebraici che datano per la massima parte fra il 1025 e il 1266.

Secondo il professor Solomon Schechter, rabbino, accademico e pedagogo romeno naturalizzato britannico, “il genizah rappresenta una combinazione di una stanza con materiale sacro e ufficio di documenti secolari”.
Uno dei primi studiosi che riguarda i manoscritti dell’archivio fu lui, Solomon Schechter.
Dopo aver soggiornato al Cairo nel 1896, dedicando il suo tempo allo studio e alla ricerca di questa letteratura, nel 1897 Schechter riuscì a estrarre circa 100.000 pagine. Ma molto deve ancora essere decifrato, organizzato, modificato e pubblicato.

Il complesso mosaico di carta che è il Genizah e la sua interpretazione è un processo molto complesso, e lo è ancora. Una parte della sua fragilità, qualcosa che complica la loro interpretazione è che gli ebrei di Fustat scrivevano in volgare, in arabo, con caratteri ebraici, anche se a volte facevano il contrario; in ebraico con caratteri arabi. Dopo l’arrivo dei rifugiati spagnoli, a volte scritti in ladino (la lingua perduta degli ebrei sefarditi) o documenti sono puri castigliano.

Judac Fine Art.

Anticipazione

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Nel XIX furono rinvenuti decine di migliaia di documenti che si sono rivelati utili per la conoscenza delle relazioni mediterranee nel medioevo.
Infatti gli ebrei di Al-Fustat (il Cairo è successivo) commerciavano frequentemente con ebrei in Siria, penisola italica, Andalusia ecc.
A presto!