Idomeneo,il gallo e la fontana

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Monumentale lo è e pure antica la fontana a Gallipoli in piazza del Canneto (nei pressi delle chiese di S. Cristina e S.M. Del Canneto).

Scolpita in pietra calcarea presenta due facciate: più antica quella a sud, settecentesca l’altra.
La prima è suddivisa da quattro cariatidi in tre parti, ognuna delle quali ospita una coppia di rilievi che rappresenta una storia tratta dalla mitologia classica con un’iscrizione latina di commento: ne sono protagoniste tre ninfe (Dirce, Salmace, Biblide) che furono trasformate in fonti dagli Dei.
Sul fregio della trabeazione, poi, sono raffigurate alcune scene delle fatiche di Eracle, in cui l’eroe mitologico combatte contro il leone di Nemea.

Le ipotesi si sprecano anche grazie ad uno stemma che la fontana reca.

In dettaglio sulle insegne del sovrano spagnolo Carlo III di Borbone e e sullo stemma della città.

Quest’ultimo riporta l’immagine di un gallo con la corona e tra le zampe un cartiglio con la scritta latina “fideliter excubat” (cioè “vigila fedelmente”). Sulle origini dello stemma, circolano ipotesi contrastanti: alcuni ritengono che l’immagine del gallo fosse sullo scudo di Idomeneo di Creta, ritenuto il fondatore della città; secondo altri, invece, l’animale coronato sarebbe arrivato a Gallipoli ancor prima di Idomeneo.

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Per inciso,il re di Creta, figlio di Deucalione e nipote di Minosse, ispirò Mozart.

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