Et voilà Marc Chagall

il

GarnierOperaParis

Come promesso a lei, la vincitrice, dedico il post.

Alzi la mano chi tra voi sa che un pittore bielorusso, naturalizzato francese, d’origine ebraica chassidica ha decorato il soffitto principale de l’ Operà di Parigi. 

Sto parlando di Marc Chagall.

L’Opera Garnier di Parigi,  monumento storico di Francia, ospita sul soffitto della sala a ferro di cavallo uno dei capolavori di Marc Chagall

Concepita dall’artista nel 1964 su invito dell’amico André Malraux, ( allora Ministro degli Affari Culturali sotto la presidenza De Gaulle), nella cupola il pittore ha raffigurato le opere di 14 compositori: Moussorgsky, Mozart, Wagner, Berlioz, Rameau,Debussy, Ravel, Stravinsky, Tchaikovsky, Adam, Bizet, Verdi, Beethoven e Gluck. 

La decorazione del soffitto rievoca la Ruota della Vita, con le sue gioie e i suoi dolori, i suoi canti e le sue danze, le sue tragedie e le sue guerre, le sue rivincite e le sue rinascite.

Visionario, con uno stile quasi “naif” e fanciullesco,  Chagall è inconfondibile per le sue immagini costellate di capre accanto a violinisti, innamorati che volano, case sbilenche, scorci e prospettive ardite. Tutto ciò è accompagnato da un grande amore per la moglie Bella, evidente in tutte le sue opere.

Ogni pannello corrisponde ad un artista, una sua opera, un soggetto e un colore. Nel pannello centrale, la “Carmen” di Bizet in rosso, accanto  “La Traviata” di Verdi dominata dal giallo, poi  Beethoven con il “Fidelio” resi in blu e verde e l’”Orfeo e Euridice” di Gluck in verde.

Andando verso l’esterno, nel pannello principale: Moussorgski con “Boris Godounov” in blu, “Il flauto magico” di Mozart in un celeste chiaro, “ Tristano e Isotta” di Wagner in sfumature di verde, come pure il “Romeo e Giulietta” di Berlioz, il bianco è’ dedicato ad un’opera di Rameau. Il viaggio tra arte, pittura, danza e lirica continua con Debussy “Pelleas e Melisanda” anche loro nel blu, mentre “Dafne e Cloe” di Ravel si svolge nel rosso, Tchaikovsky con  “Il Lago dei Cigni” e Adam con “Giselle” entrambi sono ambientati nel giallo dorato, mentre infine Stravinsky con “L’Uccello di Fuoco” è dominato dai colori rosso, verde e blu. Un insieme suggestivo, scenografico, di sicuro impatto emotivo e artistico.

 

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. giusymar ha detto:

    Molto interessante!Grazie!
    Non sapevo praticamente nulla, belli questi post!
    Devo dire che Chagall non è tra i miei “beniamini” ma sicuramente ho imparato a comprenderlo un po di più dopo l’ultima mostra. Una giovanissima guida molto ben preparata ci aveva raccontato moltissimi aneddoti e ce lo avevo fatto conoscere.
    Tra un paio di settimane andrò alla mostra che c’è ad Asti a Palazzo Mazzetti, speriamo di imparare un altro po…

  2. quasi40anni ha detto:

    Grazie ! E come sempre sei brava e interessante

    1. marzia ha detto:

      E tu esperta di arte o di Chagall? 🙂

      1. quasi40anni ha detto:

        Ho viaggiato un po’ e mi piace visitare musei e palazzi antichi 😀

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