II background delle favole

Avete mai pensato che una favola potesse essere letta con un’altra prospettiva? Bene, c’è chi ci ha pensato..
Dal 1634 sono state pubblicate le prime storie e fu ad opera di Giambattista Basile che scrisse ‘Il Pentamerone’ (la Fiaba delle Fiabe), noto anche come ‘Lo cunto de le cunti’. È un testo difficile da tradurre, in dialetto napoletano. Si tratta di tre volumi apparsi nel 1634, seguiti da un quarto del 1635 ed un quinto del 1636.

Nel caso de ‘La Bella addormentata’ vi farò rivelazioni un po’ sconcertanti.
La fiaba tradizionale, raccontata da Charles Perrault e dai Fratelli Grimm, si ispira a uno dei 50 racconti che compongono ‘Il Pentamerone’ di Giambattista Basile, opera definita da Benedetto Croce “il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari” . Non ci deve ingannare il titolo originale “Lo Cunto de li Cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille”: il libro è rivolto a uomini di lettere, in grado di comprendere i doppi sensi e le invettive nascoste nella prosa barocca che improvvisamente si stempera in una colorita parlata popolare.

‘Sole, Luna e Talia’ , fiaba che riprese una serie di racconti popolari che affondavano le radici in epoca già sicuramente medievale, è la matrice di quella storia che noi conosciamo come ‘La bella addormentata’ dalla quale Disney ha creato un piccolo capolavoro.

Non ci credete ? Bene ecco il link di riferimento.
I delicati temi trattati nel racconto (stupro, adulterio, vendetta) sono evidentemente non adatti a un pubblico infantile, e in qualche modo raccapriccianti se letti con l’odierna sensibilità verso le molestie sessuali.

Tuttavia, il racconto si può leggere anche in chiave diversa:  Basile legittima un’unione tra una donna e un uomo che una moglie ce l’aveva già, mentre prospetta la possibilità che matrimonio e maternità non rappresentino necessariamente il passaggio verso l’età adulta: il sonno di Talia diventa simbolo di un tempo d’attesa, quello necessario a diventare donna. Purtroppo, allora come oggi, c’è sempre qualcuno cui non piace aspettare…

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Per la precisione, le fonti di ispirazione del film prodotto da Disney sono tre: la fiaba di Perrault per la sceneggiatura, il balletto omonimo (1890) di Čajkovskij per le musiche e infine, per i disegni, le miniature del meraviglioso libro d’ore noto come Très riches heures du Duc de Berry, capolavoro della pittura francofiamminga del ‘400. Le illustrazioni di questo libro sono di una bellezza tale da mozzare il fiato. Il prezioso volumetto è conservato nel Musée Condé di Chantilly, e purtroppo si trova in un tale stato di deperibilità che qualche anno fa la direzione del museo ha fatto sapere che sarà più possibile aprirlo né sfogliarlo, altrimenti potrebbe letteralmente andare in briciole. Per fortuna le sue splendide miniature sono state fotografate ed è possibile trovarle e ammirarle nel web.
    Ciao!

    1. marzia ha detto:

      Sai, credo di aver dedicato un contributo al magnificente ‘Très riches heures du Duc de Berry’..

      Tento con una melodia di ricambiare..

      1. Claudio Capriolo ha detto:

        Grazie. Guillaume Du Fay è uno dei miei preferiti, e il mottetto da lui composto per l’inaugurazione della cupola del Brunelleschi è un’autentica meraviglia 🙂
        A presto.

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