P come Piffetti


Prezioso planetario, attribuito a Piffetti.

Fino a dicembre è possibile ammirare opere dallo stile unico realizzate nel ‘700 da Pietro Piffetti.

Palazzo Madama presenta “Pietro Piffetti tra arte e scienza. Il restauro del planetario e le meraviglie dell’intarsio“, ovvero un allestimento  nuovo che vede protagonisti gli arredi degli ebanisti piemontesi Luigi Prinotto e di Pietro Piffetti, figure cardine nella storia del mobile e dell’ornato nell’Italia del Settecento.

In particolare, sarà esposto un prezioso planetario, attribuito a Piffetti, che attesta le conoscenze astronomiche del Settecento: conoscenze che si estendevano fino alla collocazione di Saturno nel Sistema solare.

Ma chi è stato questo ebanista torinese che ha saputo creare con tanta maestria??? <br> Piffetti crea mobili con intarsi in legno pregiato, avorio, tartaruga e madreperla.

A. Gonzàlez Palàcios (uno dei più importanti curatori di mostre nei musei del mondo) lo colloca come “maggior ebanista della penisola nel Settecento ma anche uno dei più originali protagonisti del supremo arredamento dell’intero mondo occidentale…”.

Un esempio su tutte le opere mirabili di questo ebanista è il famoso planetario, esposto al pubblico in Camera Nuova nella configurazione statica del Sistema solare secondo la teoria copernicana come nota a metà Settecento, accompagnato da un video che illustra il restauro e il funzionamento dell’opera, che serviva a illustrare: la simulazione del moto di due pianeti con orbita circolare, il moto ellittico di un pianeta intorno al Sole, il concetto di orbita retrograda, la teoria tolemaica non più in vigore, il moto orbitale della Luna intorno alla Terra e altri concetti dell’astronomia.

Realizzato in legno e avorio intorno al 1740–1750 per rappresentare il dinamismo tra Sole, Terra,Luna e i pianeti con i loro satelliti, il planetario veniva usato durante le lezioni di astronomia come strumento didattico per le dimostrazioni sperimentali con gli allievi.

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