Cibi antichi


Fichi secchi interi (Ficus carica L.) carbonizzati

Dal 21 novembre e fino al 18 febbraio prossimo il museo di Napoli ha organizzato la mostra Res Rustica. Archeologia, botanica e cibo nel 79 d.C..

L’evento è stato realizzato da una curatrice in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’ateneo Federico II di Napoli; si tratterà di un rigoroso ed appassionante il racconto di archeobotanica, ma anche l’occasione per riassemblare la collezione di commestibili che riguarderà in futuro anche tessuti in un’esposizione permanente.

L’accademico delle scienze Giovanni Battista Finardi a metà ‘800 descriveva così le collezioni ormai trasferite a Napoli: gemme cammei ma le
e varie suppellettili auree e argentee” oltre a commestibili, reti, tele, drappi, ecc., tratti da Ercolano e da Pompei, nonché un gran pezzo di tela di Amianto rinvenuto in Vasto; le quali cose tutte sono lo stupore e la compiacenza degli eruditi osservatori.

Tra  le specie archeobotaniche in mostra: vite (vinaccioli), olivo (olive e noccioli), fico (frutti interi e spaccati), pino domestico (pigne, pinoli), melograno (frutti piccoli e “bucce”), nocciolo(nocciole sgusciate), pesco (noccioli), mandorlo (frutti), carrubo (frutti), cereali (cariossidi di orzo, miglio, farro), legumi (semi di lenticchie,favino),

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