Dritta

“Napoli Città della Seta – La Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo 
dalle Fratrie greco-romane alla Corporazione dell’Arte della Seta”, inaugurazione giovedì 20 Dicembre ore 11:30 Museo Archeologico di Napoli.

Sarà la prima volta per parte del patrimonio tessile della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. L’Associazione culturale Respiriamo Arte da maggio 2015 si occupa del recupero, valorizzazione e promozione della Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, in via San Biagio dei Librai 118.

Si tratta di un sito di grande valore artistico, storico e monumentale che permette di riportare alla luce un volto di Napoli per troppo tempo dimenticato: quello d’importante centro di produzione e lavorazione della seta, settore trainante dell’economia del regno di Napoli dalla seconda metà del XVI fino al XVIII.


Lampasso di San Leucio

Il punto di forza, l’originalità e attrattività per il visitatore rispetto a questo luogo è il racconto quasi inedito, o comunque nuovo rispetto all’offerta del centro storico della città, della tradizione serica napoletana ricostruita attraverso la storia della Corporazione e del Conservatorio dell’Arte della Seta che aveva sede proprio in questo complesso. Nel panorama della manifattura serica, infatti, si ricorda e si associano per Napoli e Campania esclusivamente le Seterie di San Leucio, ma questa è una storia di fine ’700 quando Ferdinando IV di Borbone decise di dare vita al suo sogno utopico di una Real colonia chiamata Ferdinandopoli. 

La storia della Corporazione dell’Arte della Seta di Napoli ha inizio invece, ufficiosamente già nell’alto medioevo quando nascono le prime botteghe artigiane ebree nella zona di Largo Portanova, e ufficialmente nell’anno 1477 quando Re Ferrante D’Aragona decide di istituire con nuovo statuto e denominazione l’Arte che sarà chiamata Consolato della Seta perché retta da tre Consoli, due mercanti e un tessitore. Una Corporazione molto potente che si distinse da subito dalle altre vantando agevolazioni fiscali e commerciali,un proprio governo, un proprio Tribunale con annesse Carceri nella Piazza della Sellaria. 
Inoltre il ritrovamento ottocentesco, nella zona del Conservatorio e della Chiesa, di un piedistallo e una base di una statua entrambe in marmo con epigrafi in greco, permette d’ipotizzare che in loco in epoca greca era la sede dei Cretondi, una delle Fratrie greco-romane in cui si suddividevano i cittadini di Neapolis a partire dal 400 a.C. sul modello delle altre città greche.
La Chiesa dell’Arte della Seta infine rientra a pieno titolo nella rete EXTRAMANN OBVIA PER IL MANN che coinvolge il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e un’insieme di nuove realtà nate per valorizzare il patrimonio culturale della città.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    peccato che Napoli sia distante. Meriterebbe una visita.

    1. marzia ha detto:

      ..mio marito odia il traffico di Napoli e di Napoli c’è tanto da vedere.. e si può andare col bus da Salerno, vaglielo a mettere in testa

      1. newwhitebear ha detto:

        esiste anche la ferrovia, 😀

        1. marzia ha detto:

          Ebbene sì, caro Giampaolo

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