LA CLASSICITÀ SALVATA DAI COPISTI MEDIEVALI

vociantiche

Se leggiamo i testi antichi, lo dobbiamo in parte ai copisti medievali, gli amanuensi, che, negli “scriptoria” dei monasteri, lavoravano alacremente, non senza commettere errori, per salvare dall’oblio parte di ciò che la civiltà classica ha dato al mondo. Questo brano, tratto da “Il nome della rosa” di Umberto Eco, ci parla della loro attività giornaliera e ci dice chi erano in base al loro compito (antiquari, librarii, rubricatori, alluminatori, cioè, rispettivamente, chi si occupava di testi antichi, i copisti in generale, chi era addetto alla scrittura dei titoli e chi dava luce al foglio di scrittura). Non manca un’affascinante descrizione del loro ambiente di lavoro.

L’abbondanza di finestre faceva sì che la gran sala fosse allietata da una luce continua e diffusa, anche se si era in un pomeriggio d’inverno. Le vetrate non erano colorate come quelle delle chiese … perché la luce entrasse nel modo più puro possibile…

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