La culla della civiltà

Sir Charles Leonard Woolley passerà alla storia come lo scopritore della fantastica Ur dei Caldei.

Tale fu l’importanza della scoperta che il romanzo di Agatha Christie , Omicidio in Mesopotamia , è stato ispirato dalla scoperta delle tombe reali.

In precedenza colui che sarebbe stato insignito del titolo di baronetto aveva partecipato alle campagne di scavo al sito romano di Corbridge (vicino al Vallo di Adriano) e in Nubia.

La particolarità di questo archeologo non è solo per i reperti e la città caldea che scoprì: egli fu uno dei primi archeologi a proporre che il diluvio descritto nel Libro della Genesi fosse testimoniata dallo strato di piena a Ur : “… 400 miglia di lunghezza e 100 miglia di larghezza, ma per gli occupanti della valle che era il mondo intero”.

Dal 1907 al 1911 Woolley aveva prestato servizio in una spedizione archeologica nei pressi di Wadi Halfa, in Sudan, una zona ricca di antichità egiziane. Con Lawrence (“Lawrence of Arabia”), condusse il principale scavo della città ittitadi Carchemish nel nord della Siria (1912-14).

Lavorò poi a Tell el-Amarna , capitale del re egiziano Akhenaton.

Akhenaton o Amarna fu la capitale di breve durata del faraone eretico Akhenaton, che potrebbe essere l’inventore del monoteismo. Fu abbandonato poco dopo la sua morte.

Lo scavo di Woolley a Ur (1922-34), condotto per il British Museum di Londra e l’ Università della Pennsylvania , a Filadelfia, permise agli studiosi di tracciare la storia della città dai suoi ultimi giorni durante il IV secolo AC agli inizi preistorici ( circa 4000 BC ). Le scoperte di Woolley hanno rivelato molto sulla vita quotidiana, l’arte, l’architettura, la letteratura, il governo e la religione in quella che è stata definita la “culla della civiltà”.

Una delle sue scoperte più drammatiche, le tombe reali risalenti al 2700 AC circa, rivelarono la pratica della sepoltura sacrificale del seguito personale del re defunto. Con l’aiuto dei contributori, nel 1927 iniziò a pubblicare 10 volumi di Ur Excavations. Gli altri suoi libri includono Sumeri (1928), Ur of the Chaldees (1929) e Digging up the Past (1930).


Lo stendardo di Ur

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Ciao. Spero che mi scuserai, ma devo segnalarti un piccolo errore. Hai scritto “Lavorò poi a Tell el-Amarna , capitale del re egiziano Akhetaton”: il nome del re in realtà è Akhenaton. Si tratta in effetti del famoso faraone “eretico” della XVIII dinastia, il quale tentò (invano) di instaurare il monoteismo, rimpiazzando l’intero pantheon egizio con l’unico dio Aton. Figura affascinante, cui sono state dedicate opere letterarie, musicali, cinematografiche e anche fumetti, fra i quali ultimi uno davvero stupendo di cui ho parlato tempo fa nel mio blog:
    https://clamarcap.com/2015/09/29/bella-e-la-tua-luce-sulle-frange-del-cielo/

    1. marzia ha detto:

      Non essendo una specialista in egittologia è facile che mi sbagli; li ho trovati tutti e due i nominativi.
      Ti ringrazio Claudio

    2. Claudio Capriolo ha detto:

      P.s.: ho visto che alla seconda citazione il nome del faraone è scritto giusto. Amarna è il nome moderno della località in cui sorgeva Akhetaton, la città fatta erigere da Akhenaton.

  2. newwhitebear ha detto:

    veramente complimenti per questo post breve ma incisivo.
    O.T. prova a cambiare il colore del carattere. Quel bianco va bene sullo sfondo scuro. Prova a usare il blu notte. Se dovrebbe leggere meglio

    1. marzia ha detto:

      Grazie Giampaolo , sto provando con altri colori ma l’editore nuovo non è facile da maneggiare

      1. newwhitebear ha detto:

        veramente si dovrebbe impostare col tema, se non ricordo male.

        1. newwhitebear ha detto:

          di solito è così. Non conosco il tema usato ma di norma ci sono le opzioni per il colore dei caratteri

        2. marzia ha detto:

          Li sto provando un po’ tutti.. Dimmi questo fondale come ti sembra, per favore

        3. newwhitebear ha detto:

          lo sfondo mi sembra bello – almeno a me piace – Il carattere è leggero ma almeno si legge

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