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  1. titti onweb ha detto:

    Maria, ciao!
    Ti sta piacendo?
    io lo seguo su raiplay per saltare la pubblicità.
    Lo guardo due volte in giorni diversi perché mi piace così tanto!
    E perfeziono la lingua😊
    I libri li prendo sicuramente presto❤
    Mi è spiaciuto apprendere che nella serie italiana certe parti sono state censurate…..

    1. marzia ha detto:

      Mia cara Titti, sì l’ho seguito,ma il finale non mi è garbato; per quanto riguarda le censure ( stando un po’ io nel ramo )…quando ci sono anche dei minori le scene forti vanno eliminate; qua si parla di uno stupro innanzitutto …
      Dove passerai il Natale ?<3

      1. titti onweb ha detto:

        Ciao Maria !! Su che canale streaming sei riuscita a trovare già il finale?
        O non ho capito bene io?
        Non si vede lo stupro nella parte non tagliata…..

      2. titti onweb ha detto:

        Urco, ho capito Maria! Finisce così alla numero 8! Noooooo, non ci credo, non può essere.
        È come se mancasse il finale.
        Ma daiiii!

        1. marzia ha detto:

          Titti pare che ci siano altre puntate in futuro che dirti ? Secondo me è tutto autobiografico

        2. titti onweb ha detto:

          È sicuramente così. Ecco perché al posto del tomo la Ferrante ha scritto i volumi.
          È un finale parziale, ma poi tutto deve ricollegarsi alla telefonata iniziale!
          Trovata commerciale…..geniale😀
          P.s. mi è piaciuta tanto la scena di Lila che dice a Elena ‘tu sei la mia amica geniale’, quando invece, fino a lì, la geniale è sempre stata proprio Lila.
          La maestra anche 👏👏👏👏👏🔝.
          Insomma Maria, appena possibile arrivo abbasscc (si scrive così?😊) e mi provi la lezione?😂😂😂😂😂

        3. marzia ha detto:

          certo Titti,tu scendi e poi ti faccio vedere purché non scendi dalle stelle

        4. titti onweb ha detto:

          Ahhahahahhaahhahahhah insieme al bimbo❤🙏 magari…. no no, tranquilla😊😊

        5. titti onweb ha detto:

          Rieccomi. Ho trovato un’intervista.
          Ti mando due stralci. Il primo :

          I volumi successivi sono già pronti?

          «Sì, in uno stato molto provvisorio».

      3. titti onweb ha detto:

        Il secondo, un po’ più lungo :

        Domanda ovvia ma obbligatoria: quanto c’è di autobiografico nella storia di Elena? E quanto c’è delle sue passioni letterarie nelle letture di Elena?

        «Se per autobiografia intende attingere alla propria esperienza per nutrire una storia di invenzione, quasi tutto. Se invece mi sta chiedendo se racconto le mie personalissime vicende, niente. Quanto ai libri, sì, cito sempre testi che amo, personaggi che mi hanno modellata. Didone, per esempio, la regina di Cartagine, è stata una figura femminile fondamentale della mia adolescenza».

        1. marzia ha detto:

          Titti , scusa non ho capito: l’identità della scrittrice non è chiara.
          Chi è che ha rilasciato questa intervista e dove ???
          Non per mancanza di fiducia ma io vado sempre alla fonte ❤

        2. titti onweb ha detto:

          Eccome se non è chiara…si può perfino pensare ad un eventuale pseudonimo della Morante.
          Paolo di Stefano, riproduzione riservata corriere.it
          Ti capisco per quanto dici nell’ultima tua frase. Sono d’accordo!

        3. marzia ha detto:

          Potrebbe essere Titti anche se è morta nell’85; la domanda che sorge spontanea è : perché hanno tenuto questo manoscritto dall’ 85 nel cassetto???

        4. titti onweb ha detto:

          Ma infatti no….
          Altri due stralci della stessa intervista.
          Numero 1 :
          gioco di allitterazione Elena Ferrante – Elsa Morante (una sua passione) è suggestione? È solo fantasia l’accostamento Ferrante – Ferri (i suoi editori)?

          «Assolutamente sì».

      4. titti onweb ha detto:

        ‘Non si è mai pentita di aver scelto l’anonimato? In fondo le recensioni si soffermano più sul mistero-Ferrante che sulle qualità dei suoi libri. Insomma, con risultati opposti rispetto a quelli che lei auspica, cioè enfatizzando la sua ipotetica personalità?

        «No, nessun pentimento. A mio modo di vedere, ricavare la personalità di chi scrive dalle storie che propone, dai personaggi che mette in scena, dai paesaggi, dagli oggetti, da interviste come questa, sempre e soltanto insomma dalla tonalità della sua scrittura, è nient’altro che un buon modo di leggere. Ciò che lei chiama enfatizzare, se è fondato sulle opere, sulla energia delle parole, è un onesto enfatizzare. Ben diversa è l’enfatizzazione mediatica, il predominio dell’icona dell’autore sulla sua opera. In quel caso il libro funziona come la canottiera sudata di una popstar, indumento che senza l’aura del divo risulta del tutto insignificante. È quest’ultima enfatizzazione che non mi piace».

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