Una ricchezza dell’antichità

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Oltre 490.000 erano i rotoli conservati  nella Biblioteca di Alessandria, costruita intorno al III secolo a.C. durante il regno di Tolomeo II Filadelfo. 

Tutto ebbe inizio dopo la morte di Aristotele (322 a.C.) quando il centro degli studi scientifici si spostò ad Alessandria. Si tratta di un’epoca scossa da grandi rivolgimenti politici legati ad Alessandro Magno e alla sua morte, momento in cui Tolomeo Soter si impadronì dell’Egitto. Alessandria divenne la capitale del nuovo regno dei Tolomei.

Nel 332 per ordine dello stesso Alessandro principiò la costruzione della struttura che presto divenne il fulcro della vita economica, politica e intellettuale dell’epoca. L’organizzazione della cultura venne affidata al ministro Demetrio di Falero, un ateniese molto scaltro, allievo di Teofrasto; in breve tempo invitò Stratone di Lampsaco quale educatore dell’erede al trono e promosse il trasferimento in Egitto della biblioteca del Liceo.

Arricchito nel tempo tra il IV ed il I secolo a.C. , questo polo culturale, annesso al Museo, era gestito da un προστάτης (sovrintendente), ruolo di grande autorità. Il sovrintendente era nominato direttamente dal re (il primo filologo ad occupare tale carica fu Zenodoto di Efeso).

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mr.Loto ha detto:

    … e pensare che è andato tutto perduto!
    Ciao, buona serata.

    1. marzia ha detto:

      ..è amaro ma è così!

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