‘La foresta che cammina’

La Basilicata è una regione ancora in gran parte ricoperta di boschi, quei boschi millenari che nei tempi del paganesimo erano considerati templi sacri.

Gli alberi erano custodi di uno spirito divino da rispettare e propiziare, e il rapporto tra albero e uomo era regolato da una serie di leggi e rituali. La celebrazione della natura è stata la prima e più arcaica delle religioni per l’uomo, e tracce di questa spiritualità sono vive e “vegete” anche oggi, nei riti arborei tramandati nei paesi della Lucania.

Per il settimo anno consecutivo l’associazione Al Parco organizza il Carnevale di Satriano di Lucania. Anche quest’anno la tradizione continua a rinnovarsi. Le date da segnare sono 2 – 3 Marzo 2019 quando Satriano di Lucania diventerà verde grazie all’invasione pacifica di 131 Rumita, uno per ogni paese della Basilicata, che prenderanno parte alla Foresta che cammina.

Il Rumita (eremita) è un uomo vegetale, albero vagante, maschera silente che l’ultima domenica prima del martedì grasso gira tra le strade del paese strusciando il fruscio (un bastone con all’apice un ramo di pungitopo) sulle porte delle case. E’ il suo modo di bussare. Chi riceve la visita del Rumita rispetta il suo silenzio e in cambio di un buon auspicio dona qualcosa (fino a qualche anno fa generi alimentari, ora pochi spicci).

Nel corso dei decenni le interpretazioni che le varie generazioni hanno dato a questa figura misteriosa sono cambiate. I giovani satrianesi hanno intenzione di utilizzare il Rumita per lanciare un messaggio ecologista universale che è un rovesciamento dei valori, una rivoluzione copernicana: ristabilire un rapporto antico con la Terra per rispettare gli uomini e le donne che la abiteranno in futuro.

Nel bosco ci si prepara per la vestizione, adocchiando il rumit “giusto” per sè tra i 131 “costumi” verdi che aspettano di essere animati. 131 come i Paesi della Basilicata che si vuole promuovere turisticamente. Intanto arrivano vassoi con i cibi tradizionali del carnevale: le chiacchiere e la pizza chjena, una sorta di torta di pane ripiena di formaggio e salame. Si fa conoscenza, si prende dimestichezza con la vita vegetale e con la sensazione di ramificarsi, di respirare dentro le foglie. 


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