Dal passato la bellezza

L’isola di Milos nelle Cicladi è il luogo dove avvenne l’incontro tra la famosa Venere e un francese avventuroso in ricognizione idrografica delle isole dell’arcipelago greco e del  Mar Egeo..

Ascolto da un po’ di tempo delle puntate vecchie che hanno il profumo dell’Archeologia una di esse mi ha portato all’interno della storia che sto per raccontarvi.

«Je fus le premier à en remettre une description détaillée à M. le marquis de Rivière, à Costantinople. Grâce à son empressement, à son amour pour les beaux arts et aux efforts de M. de Marcellus, la France n’a pas eu le regret de voir passer en mains étrangères ce précieux reste d’antiquité.»

«Fui il primo a fornirne una descrizione dettagliata al signor marchese di Rivière, a Costantinopoli. Grazie alla sua sollecitudine, al suo amore per le belle arti e agli sforzi del signor de Marcellus, la Francia ha potuto evitare il rimpianto di veder passare in mani straniere questo prezioso resto dell’antichità.»

Ieri sera grazie ad un ascolto archeologico ho viaggiato nel tempo e nello spazio in quel 1819 quando Dumont d’Urville durante una sosta presso l’isola di Milos si imbattè in una delle statue più belle che l’umanità abbia mai avuto, una statua di marmo, ritrovata pochi giorni prima da un contadino del posto.
Secondo le ricostruzioni, la Venere in marmo pario sarebbe stata realizzata tra il 130 e 100 a.C. da Alessandro di Antiochia, uno scultore che si dilettava anche nella composizione e il canto—anche se per un periodo si è creduto che la paternità dell’opera fosse da attribuire a Prassitele.
Nei suoi 202 centimetri d’altezza, la maestosa Venere di Milo—priva di braccia e basamento originale—richiama in tutto e per tutto la figura retorica del chiasmo, tecnica scultorea che “consiste nella disposizione secondo un particolare ritmo che ricorda l’andamento della lettera χ dell’alfabeto greco”. 
Tutto ciò si può notare meglio nella tensione del busto nudo tendente verso destra che si scontra con la gamba sinistra della statua leggermente posizionata in avanti.
La splendida statua fu sottoposta alla visione estatica di Canova che non volle metterci mano per nostra fortuna, poi fu donata a Luigi XVIII nel 1821, il quale a sua volta decise di donarla al Louvre.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    bella questa ricostruzione storico-archeologica del ritrovamento della Venere di Milo.
    O.T. non è il mar Nero ma il mar Egeo dove si trovano le Cicladi

    1. marzia ha detto:

      Grazie Giampaolo dell’apprezzamento,,
      Hai ragione devo correggere.
      Grazie

      1. newwhitebear ha detto:

        capita anche a me di inserire qualche errore.
        Notte

  2. Lobeautycoach ha detto:

    mi hai fatto sognare . grazie

    1. marzia ha detto:

      E’ uno dei miei obiettivi 🙂

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