Dedicato a Gian Paolo


Maarten van Heemskerck, Veduta cortile delle statue, 1532-1533, disegno a penna bruna.

Secondo Bernardo Gamucci ( autore de Libri quattro dell’antichità della città di Roma, raccolte sotto brevità da diversi antichi et moderni scrittori, stampato a Venezia nel 1565 ) la colossale statua del Nilo fu rinvenuta nel 1513 nei pressi della Chiesa di Santo Stefano del Cacco in Campo Marzio.

Databile al I-II secolo,lo straordinario gruppo scultoreo è una replica romana di un originale scultoreo alessandrino, realizzato in basalto nero.

Secondo Plinio il Vecchio questo fu collocato da Vespasiano nel Tempio della Pace a Roma.

Il Nilo, rappresentato come divinità benefica, fonte primaria di vita in grado di assicurare, con le sue piene di acqua, regolari e periodiche, il terreno fertile per i raccolti, ha le sembianze di un vecchio disteso su di un fianco.
Sorregge con il braccio sinistro una cornucopia colma di frutti, simbolo per eccellenza di abbondanza e fertilità, mentre con la mano destra tiene alcune spighe di grano che allude al raccolto.
Intorno a lui si muovono 16 putti che personificano, già secondo Filostrato, 16 Pécheis o cubiti di crescita ideale delle sue acque durante la stagione delle inondazioni. 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    grazie. letto. Credevo fosse il Po, invece si tratta del Nilo. Avevo scritto così, prima di leggere questo, perché Nell’acquedotto di Ferrara c’è una scultura simile e rappresenta il Po col i rami del delta e i suoi affluenti

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