Divina Astarte

Il ninfeo del Museo di Villa Giulia, Roma

Dedico questo apporto a Chiara.

Il Museo di Villa Giulia conserva le lastre e tanto altro rinvenuto in uno scavo condotto dal più preparato degli etruscologi, Massimo Pallottino.

Il sito archeologico è fra i più suggestivi in Italia; si tratta del santuario femminile di Leucotea a Pyrgi, cittadina dell’Etruria -oggi Santa Severa- porto principale di Cerveteri. Nulla si sapeva dell’ubicazione del santuario fino al maggio del 1957, quando iniziarono gli scavi dell’università di Roma, per iniziativa di Pallottino, i quali lo hanno riportato quasi interamente alla luce, con scoperte tra le più rilevanti compiute dall’archeologia italiana nel dopoguerra.

Sul litorale laziale compreso nell’odierno comune di Santa Marinella, a poco più di cinquanta km a nord di Roma, si rintracciano i resti dell’antica Pyrgi ,un insediamento di carattere urbano che, per tutto il lungo periodo dell’egemonia etrusca sull’area tirrenica, godé di un importante prestigio.

In epoca antica, la particolare conformazione della linea di costa dovuta ad un livello del mare considerevolmente più basso, faceva sì che lo scalo di Pyrgi fosse, dopo Alsium (l’odierna Anzio) il primo approdo disponibile per chi risalisse la costa tirrenica verso nord. Già in epoca arcaica lo scalo risulta essere aperto ai traffici del mediterraneo ed al contempo era frequentato da marinai e commercianti greci e fenici.

Ad ogni buon conto le lamine d’oro vennero rinvenute accartocciate, interrate fra due santuari. I dettagli della scoperta li potete leggere qua.


Astarte venerata nell’area semitica nord-occidentale

Il testo punico : L-rbt l-ʕštrt.    Alla Signora Astarte ʔšr qdš ʔz, ʔš pʕl, w-ʔš ytn Tbryʔ Wlnš mlk ʕl Kyšryʔ. questo (è) il luogo sacro, che fece e che donò TBRY’ WLNS (Tiberius Velianas) regnante sui KYSRY’ (Caerites).B-yrḥ zbḥ Šmš, b-mtnʔ b-bt, wbn tw.nel mese del sacrificio a Shemesh (il dio Sole), come dono nel tempio, e costruì un’edicola.



4 commenti

  1. Grazie Marzia, un bellissimo articolo, come sempre.
    Ho visitato qualche tempo fa le necropoli Etrusche e da lì ho iniziato ad approfondire la conoscenza di questa civiltà che, purtroppo, si studia un po’ troppo poco.
    Un abbraccio 😊

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