#CultureForBooks – Peggy Guggenheim, una vita per l’arte

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Sono passati quasi 10 anni dalla prima volta che ho visitato la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia ma solo ora, a 40 anni dalla sua scomparsa, ho finalmente conosciuto la vita della sua fondatrice.

Peggy Guggenheim – Una vita per l’arte è l’autobiografia di una delle più grandi collezioniste d’arte (anzi, probabilmente l’unica donna) del secolo scorso. Non è stata una lettura facile perché spesso fa riferimento a personaggi a me sconosciuti e perché la narrazione non è sempre fluida e lineare.

Peggy Guggenheim nasce da una famiglia ricca a fine Ottocento e ha sempre frequentato ambienti di alto livello. Il suo stile di vita si può definire disincantato e l’ho giudicata piuttosto superficiale sotto alcuni punti di vista, molto all’avanguardia per altri. Peggy Guggenheim può essere descritta con diverse parole in contrasto tra loro: amore e sesso, alcol e talvolta violenza, intuizioni geniali e coraggio, generosità ed egoismo. Il…

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Medioevo ammaliatore

Un nesso lega questa immagine e la precedente: Jean de Vignay, traduttore francese della prima metà del XIV secolo , noto per la sua enorme produzione di traduzioni dal latino al francese.

La più nota è di certo la traduzione della famosa Legenda aurea del frate domenicano
Iacopo da Varagine , una raccolta di vita di circa 180 santi che fu ampiamente diffusa nel Medioevo e nel Rinascimento.

Qualcuno si chiederà come mai mi interesso a un traduttore medievale: la risposta è semplice ..’Il nome della rosa’. Secondo la trama del libro, nel monastero son presenti anche due ex appartenenti alla setta dei dolciniani: il cellario Remigio da Varagine e il suo amico Salvatore, che parla una strana lingua. 

Un’altra traduzione meno nota di Vignay è The Historial Mirror (circa 1332): traduzione dello speculum storico del fratello domenicano Vincent de Beauvais.