La più antica preghiera mariana

San Paolino's Voice

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Pier Luigi Guiducci, storico della Chiesa, ci racconta nel trimestrale Salesianum  la storia della scoperta dell’inno devozionale a Maria, Madre di Dio

Theotókos, era il titolo che  il Concilio di Efeso aveva coniato per Maria sintetizzando così tutta la dottrina di Cristo, di Maria stessa e di  tutta la dottrina della redenzione: Benedetto XVI aprendo l’11 ottobre 2010 il Sinodo per la Chiesa in Medio Oriente ricordava questa  grande verità: Maria, Madre di Dio; e per la solenne proclamazione dogmatica ci volle il Concilio di Efeso del 431 ma evidentemente la fede popolare arrivò prima di questa meravigliosa conclusione che la Chiesa sancì.

Questo concetto fu ritrovato per la prima volta su di   frammento di papiro, più piccolo di una cartolina postale ritrovato in Egitto e acquistato nel 1917 dalla John Rylands University Library di Manchester e pubblicato per la prima volta da C. H. Roberts a Cambridge nel…

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Giasone, Fineo e le Simplegadi

Ancora una volta a condurmi nel mito sempre affascinante è stata una puntata di Rai 2.

Alzi la mano chi non ho sentito mai parlare delle vicende di Giasone, di quel vello aureo che si prepara a conquistare con un lungo viaggio.

Forse di questa avventura è sfuggito un elemento, quello delle Simplegadi. Secondo la leggenda, le Simplegadi erano due piccole isole mobili e fluttuanti sull’ acqua, che, cozzandosi, distruggevano tutte le navi che tentavano di oltrepassarle.

La Nave degli Argonauti che attraversa le Simplegadi è perfino raffigurata nel Palazzo Farnese a Caprarola.

Fineo, indovino cieco, premiò gli Argonauti che lo avevano liberato dalle terribili Arpie con un consiglio: per passare indenni attraverso le Simplega avrebbero dovuto liberare una colomba e lasciarla volare in mezzo alle due isole, se l’uccello fosse passato, potevano tentare anche loro, altrimenti avrebbero dovuto rinunciarci. Abbastanza fiduciosi, gli Argonauti liberarono una colomba che volò in mezzo alle due rocce mentre queste si muovevano e quando esse si urtarono, riuscirono solo a colpire qualche piuma della coda dell’uccello. La nave fu similmente fortunata, riuscì a passare tra le due isole riportando solo pochi danni a poppa.