Bellezza e distruzione

L’immagine del post precedente è relativa alla cattedrale di Ostuni nella bellissima Puglia.

Furono i regnanti aragonesi di Spagna a favorirne la crescita.

Nel tempio si accede dal portale sinistro dedicato a san Biagio, patrono della città, scolpito a rilievo nella lunetta che tiene tra le mani la città di Ostuni e le chiavi della stessa. 

Molto della bellezza della cattedrale di Ostuni si deve Stefano da Putignano,
artista di spicco del primo rinascimento meridionale. Là nacque nel 1470; fu attivo tra il XV e il XVI secolo.

L’artista operò in Puglia e in Basilicata, lasciando testimonianze scultoree in pietra locale di grande pregio. La sua formazione artistica si è svolta in Abruzzo e si è raffinata, frequentando gli ambienti culturali di Napoli e Salerno, e fu completata operando nella sua terra d’origine dove si può ammirare la sua vasta produzione, tutta in pietra policromata.

Tuttavia nulla di medievale è sopravvissuto agli interventi di ristrutturazione e restauri eseguiti nel corso dei secoli.
Nel corso dei secoli, soprattutto all’interno, la cattedrale ha subìto rifacimenti e restauri che ne hanno cancellato e deturpato il suo aspetto originario. Il primo restauro si ebbe nel 1570, come vagamente accenna la pergamena del 27 febbraio 1570 nella quale, fra l’altro, si afferma che il vescovo Vincenzo Cornelio Cajetani (1564-1578) aveva fatto “adaptare ecclesiam”. Non si sa in che cosa consistessero gli adattamenti apportati; probabilmente uno di essi fu la costruzione di un altare dedicato a “Tutti i Santi”.