La bellezza che fu


Caduta degli angeli ribelli, Udine, Palazzo Patriarcale

Quando la mente o i Tg ci allertano sui vari conflitti che han incendiato o ancora (ahimè) incendiamo la terra pensiamo giustamente alle vittime, al calvario dei superstiti e commemoriamo per non perderne il ricordo.

Ma in queste crudeli ‘querelle’ che fin dai tempi remoti l’uomo vive cadono vittime i sentimenti, la giustizia, l’idea stessa di fratellanza.

E riescono a morire pure oggetti di uso comune o speciale come tele, affreschi ecc.

Tra i tanti voglio ricordare le opere di Tiziano e Caravaggio che adornavano la veneta Villa Soderini.

L’ edificio originario fu costruito alla fine del ‘400 dalla famiglia di Gerolamo da Bologna, letterato e poeta, e successivamente nel ‘700 a Gaetano Soderini, che l’ampliò e la trasformò in una fastosa residenza con affreschi di G.B. Tiepolo, A. Canal, F. Zugno e stucchi del Mengozzi-Colonna e altri artisti dell‟epoca.

Il complesso della Villa era costituito da un edificio centrale articolato su tre piani e due avancorpi laterali di due pani. Successivamente passò alla famiglia Berti. Il 26 Novembre 1917 una granata incendiaria austriaca colpì la Villa e successivi colpi di artiglieria la ridussero ad un cumulo di macerie. Oggi della Villa non rimane che l’ala destra che da su piazza Berti e qualche frammento di affresco.

3 commenti

  1. il patrimonio artistico non va d’accordo con guerre e sommosse e questa villa ne è la testimonianza.
    O.T. c’è un piccolo refuso ha scritto Sederini anziché Soderini

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