MOSTRE / Mantova, la Teresiana espone i preziosi manoscritti polironiani

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(foto: Salterio di Polirone, ms. 340 ©Biblioteca Teresiana )
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MANTOVA, 9 aprile 2019 –  Le sale monumentali della Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova dal 21 marzo al 3 maggio 2019 ospitano una raffinata esposizione dedicata ai codici miniati polironiani dall’XI al XV secolo. Focus della mostra, intitolata “Iste liber est. Codici miniati da Polirone alla Teresiana” sono le miniature contenute nei manoscritti provenienti dallo scriptorium e dalla biblioteca del monastero di S. Benedetto in Polirone e dal 1797, a seguito delle soppressioni monastiche napoleoniche, conservati presso la storica Biblioteca di Mantova. Il progetto prevede l’esposizione di 34 codici miniati, tutti appartenenti al Fondo di manoscritti medievali della Biblioteca Teresiana. Si tratta di un nucleo di manoscritti di valore inestimabile per organicità, antichità, aspetti testuali e artistici e oggetto di profondo e sistematico interesse da parte di studiosi italiani e stranieri.

Il percorso espositivo [SCARICA IL…

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Un antico amuleto

Pubblico un bracciale in oro simile a quello pubblicato nel post precedente datato III-II secolo a.C.
Questi monili presentano un nodo chiamato di Eracle esibito sulla sontuosa fascia da braccio. Nel primo caso è arricchita da decorazioni floreali e intarsiato con granati, smeraldi e smalti.

Bene, secondo lo scrittore romano Plinio, il dispositivo decorativo del nodo di Herakles poteva curare le ferite, e la sua popolarità nei gioielli ellenistici suggerisce che si pensava avesse il potere di allontanare il male.

E’ difficile definire un preciso periodo o una fase storica in cui compare il nucleo del mito di Eracle, anche se è realistico pensare che esso veicoli retaggi antichissimi, che risalgono al Neolitico e passano poi per il mondo minoico-miceneo: purtroppo, però, il nome dell’eroe non è attestato – come avviene per quello di Zeus, Poseidone, Artemide e Atena – sulle tavolette della lineare “B”.

Gli studiosi sono concordi nell’affermare che, a partire dall’epoca minoico-micenea ( parliamo della seconda metà del II millennio a.C.), circolavano oralmente dei racconti che avevano per protagonista un giovane e valente guerriero-avventuriero, il quale assumeva le vesti di eroe purificatore di un mondo ancora soggiogato ai mostri e alle forze del Caos. Questo eroe acquisiva inoltre, mano a mano, i connotati dell’eroe viaggiatore, che conquistava alla conoscenza dell’uomo nuovi territori ed allargava, sia verso occidente sia verso oriente, i confini delle terre fino ad allora conosciute: non è certo difficile riconoscere in questo personaggio l’Herakles dell’epoca classica.