Sua maestà il romanico

SIPONTO San Leonardo XI e XII secolo

Ditemi, non è magnifica?

Al pellegrino che arrivava sul Monte Aquilone in cima alla salita di Santa Lucia, dopo aver attraversato la pianura arsa e deserta, le cupole di San Leonardo dovevano apparire come un’oasi di refrigerio.

Nient’altro giustifica l’esistenza di un complesso così imponente e bello al di fuori della strada che lo costeggia, percorsa da genti diverse provenienti dalle contrade più lontane, tutte dirette verso l’antro posto in cima al Monte Gargano dove alla fine del sec. V era apparso l’Arcangelo San Michele.
Il nome più comune con quale il complesso viene identificato è ‘S. Leonardo di Siponto’; molti documenti, tuttavia, usano ‘S. Leonardo alle Matine’ preferito dai pellegrini provenienti dal settentrione i quali arrivavano a S. Leonardo dopo aver attraversato le Matine di Rignano Garganico e le Matine di S. Giovanni Rotondo.  Le ‘Matine’ sono i terreni posti immediatamente alla radice della montagna in leggero declivio e in posizione soleggiata.
Intorno alla splendida chiesa romanica di San Leonardo confluivano i pellegrini provenienti dalle regioni tirreniche i quali, attraversato il Vallo di Bovino e le sconfinate pianure del Tavoliere, giungevano alle radici del Gargano. Arrivavano anche quelli che, provenienti dalle regioni adriatiche, preferivano accostarsi al Gargano dalla parte di Siponto seguendo la strada pedemontana che da Civitate tagliava per la pianura lungo i contrafforti meridionali del promontorio.

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