«Vorrei cantar quel memorando sdegno
ch’infiammò già ne’ fieri petti umani
un’infelice e vil Secchia di legno
che tolsero a i Petroni i Gemignani.
[…]
Ma la Secchia fu subito serrata
ne la torre maggior dove ancor stassi,
in alto per trofeo posta e legata
con una gran catena a’ curvi sassi;
s’entra per cinque porte ov’è guardata
e non è cavalier che di là passi
né pellegrin di conto, il qual non voglia
veder sì degna e glorïosa spoglia.»

(Alessandro Tassoni, La secchia rapita, 1.1, 1.63)

Il tema tratta della Battaglia per la secchia rapita ( che io ho visto in una bacheca del Comune a Modena, per la cronaca).

L’inizio della contesa avvenne già circa un decennio prima, nel 1296, quando i Bolognesi riportarono diverse vittorie nel territorio modenese, sottraendo al loro controllo Bazzano e Savignano.

Grazie all’appoggio della Santa Sede nel 1298 venne promulgato un Lodo con il quale Papa Bonifacio VIII riconosceva il possesso su tali territori ai Bolognesi e, in questo modo, rafforzava il suo potere sui guelfi a difesa della vicina fazione ghibellina di Modena.

Anni di gloria quindi per Bologna, ma non fu lo stesso per Modena. In quegli stessi anni infatti i Modenesi si ritrovarono nel bel mezzo di una lotta di potere dalla morte di Obizzo d’Este, signore della città, che causò uno scontro per la successione tra i figli.

Castello di Serravalle. Castello di Monteveglio. Castello di Zappolino. Bolognesi. Modenesi. Torrente Ghiaia.

La volete sapere tutta? Leggete qua.

Una risposta a "C’è battaglia e battaglia"

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