A Lisbona, oggi il 3 maggio del 1949, il Grande Torino giocò la sua ultima partita: l’amichevole contro il Benfica terminò 4-3 per gli avversari.

Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta ‘.
Così scrisse Indro Montanelli nel Corriere della Sera del 7 maggio 1949.

Tra loro perse la vita il papà dei mitici fratelli Mazzola.

In visita, diversi anni fa, resi omaggio al luogo dove si schiantò il loro veivolo: la colina dove sorge la basilica di Superga.

Al rientro da Lisbona, il 4 maggio 1949, il trimotore FIAT G. 212 delle Avio Linee Italiane trovò una fitta nebbia che avvolgeva Torino e le colline circostanti. Alle ore 17:05, fuori rotta per l’assenza di visibilità, l’aeroplano si schiantò contro i muraglioni di sostegno del giardino posto sul retro della Basilica di Superga.

L’impatto causò la morte istantanea di tutte le trentuno persone di bordo, fra calciatori, staff tecnico, giornalisti ed equipaggio. Per la fama della squadra, la tragedia ebbe una grande risonanza sulla stampa mondiale, oltre che in Italia. Il giorno dei funerali quasi un milione di persone scese in piazza a Torino per dare l’ultimo saluto alla squadra.

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