Parole

Nei dialetti si ritrovano diverse influenze linguistiche derivanti dalle varie dominazioni che si sono avvicendate nel corso dei secoli: dal latino di base si passa al greco-bizantino, dall’arabo al normanno per finire con le influenze spagnole.

Parliamo del siciliano.

I primi a contaminare la lingua autoctona dei Siculi furono i greci che porteranno con loro un retaggio culturale di incredibile ricchezza, la lingua greca quindi non ebbe difficoltà a diffondersi nell’isola in un periodo in cui Siracusa poteva competere con Atene, Archimede brillava del suo genio, il filosofo Empedocle ci diceva del nostro essere.

I termini greci sono veramente tanti ne citiamo solo alcuni: abbacari (calmare) da abakéo, babbiare (scherazare) da babazo e cioè ciarlare. Cartedda (cesta) da kartallos, cirasa (ciliegia) da kérasos, taddarita (pipistrello) da nycterida, tuppuliari (bussare) da typto.

Col dominio arabo dall’827 al 1072 si affermerà una sorta di linguaggio siculo arabo per cui nomi di paesi, città, monti e tutto quello che riguarda i termini usati in agricoltura saranno influenzati dal nuovo status quo.

Nei vocaboli di uso comune abbiamo per esempio: arrassari (allontanare) da arata, babbaluci (lumaca) da babalush, falari (grembiule) da fadlah, veste da lavoro, giarra (giara) da giarrah, sciarra (lite) da sciarr, guerra.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. olgited ha detto:

    Brava Marzia,buona domenica!Mandi

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