Analisi di un’opera

Quentin Massys, nome registrato anche come Quinten o Kwinten e cognome come MatsysMetsys, o Matsijs è stato un pittore fiammingo e fu fondatore della Scuola di Anversa.

Si parla di lui come del “Giotto fiammingo”, ma analizziamo il dipinto Il banchiere e sua moglie.

La tela serbata al Grand Palais (Museo del Louvre) immerge nella privacy di due personaggi seduti dietro un tavolo, in perfetta simmetria.

Osservate l’ uomo: è impegnato a pesare queste ricchezze: perle, gioielli e monete d’oro si erano davanti a lui. Questa attività sembra distrarre la moglie dalla lettura di un libro Santo, dove si riconosce una rappresentazione della Vergine e del bambino. Sulla destra, una porta socchiusa lascia vedere un giovane uomo e un vecchio che discutono, mentre un personaggio si riflette nello specchio posto in primo piano.

Nell’Europa settentrionale, la seconda metà del XV secolo è segnata dall’espansione della pittura di genere: paesaggio, ritratto e scene della vita quotidiana. Gli artisti denunciano, da rappresentazioni moralisatices della vita quotidiana, i vizi dell’umanità e l’aspetto effimero della vita. Proprio questi aspetti sono messi in risalto nel quadro di Quentin Massys considerato uno dei promotori del genere. Qui l’attrattiva dell’oro, delle perle e dei gioielli disposti davanti al suo sposo distoglie la donna dalle sue occupazioni spirituali: la lettura dei testi santi. Gli oggetti disposti sullo sfondo rafforzano l’aspetto morale della composizione: la candela spenta e il frutto sullo scaffale, riferimento al peccato originale e destinato al marciume, si riferisce alla morte. La caraffa d’acqua e il rosario simboleggiano la purezza della Vergine. Infine, la piccola scatola di legno rappresenta uno scrigno in cui la divinità si sarebbe nascosta.