Davide vince Golia?

Chi ha reminiscenze scolastiche ricorderà l’epico scontro che nel 480 a. C. si combattè alle Termopili: un’alleanza di poleis greche Vs Serse, il grande. Chi per fatalità o per scelta si imbattesse nel film ‘300’ del  2007 ( diretto da Zack Snyder con il supporto di Frank Miller, adattamento cinematografico del graphic novel 300, ndr) dedicato a quella pagina di storia antica potrebbe ignorare le numerose versioni create su quell’episodio cruento che, evidentemente, è paradigmatico. Leonida guidò magistralmente  la resistenza degli Elleni  contro la soverchiante forza persiana nemica.

Una delle più appetibili versioni di queste parodie riguarda una attualizzazione: da una  parte i salentini guidati da Beggionide, dall’altra un ‘Re’ miliardario e strabordante dai connotati fin troppo riconoscibili, uno che nel Twiga ha fondato parte delle sue fortune.

Il coraggio dei salentini è notevole e forse pari a quello degli antichi greci e dinnanzi ad una colonizzazione prima di tutto culturale si oppongono, forti delle loro masserie, dei campi arati e di un mare che fa gola con la sua cristallina purezza. In uno scontro verbale il ‘Re’ dichiara anche, davanti a Beggionide, la sua ammirazione e ne esce sconfitto. Alle Termopili non fu così. Ma questa è un’altra storia.

Ma son tutto frutto di fantasia queste parodie? No, visto che le mani sul Salento ha tentato di allungarle l’odierno ‘Serse’ promettendo soldi a bizzeffe e un turismo di èlite dove calciatori e veline la fan da padroni.

‘Chapaeu’ ha dovuto dire il Nostro in una intervista dinnanzi al coraggio di imprenditori locali che han investito sì, ma senza ancora vedere i frutti, frutti come il porto di Otranto, tanto agognato quanto necessario.

Se la ruralità fa parte di un territorio, nessuna moneta dovrebbe abbatterla per costruire una realtà finta come a Dubai. Poco importa, dicono in tanti, se il Sud non si adeguerà con offerte come Rimini o Forte dei Marmi.

Le cittadine vocate al turismo estivo nel resto di Italia non mancano. Il Cilento, una subregione del salernitano, è tra esse con spiagge premiate come Acciaroli o Ascea, dove anche un turismo archeologico è possibile grazie alle vestigia dell’antica Elea, città di Parmenide. O Agropoli, a due passi quasi da Paestum che incanta così alle porte del Cilento ed è munita di tutti i comfort. O Palinuro dove, ahimè, la bellezza degli archi naturali è un ricordo del passato.

Il Salento è come il Cilento di Palinuro dove il Club Méditerranée ha chiuso i battenti negli anni ’80 ?

 

3 commenti

  1. non basta metterci quattrini che si fa la fortuna di una località. Cilento è aspro, quasi selvaggio, il Salento ha altre prerogative. IlSalento dovrebbe valorizzare le proprie risorse senza scopiazzare i guasti della Sardegna e di tanti altri posti italiani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...