La mia bici e il risotto fiorito con ortiche, patate di montagna e toma.

La Casetta del Merlo

Mi è sempre piaciuto andare in bicicletta.

Fin da piccola, quando un giorno mio papà decise che ero diventata troppo grande per le rotelle e anche per stare in piedi dietro di lui, in equilibrio sul portapacchi della vecchia Graziella bianca (il tutto senza casco, ovviamente: erano altri tempi). E proprio quel giorno, quando ho sentito la sua voce farsi sempre più lontana mentre diceva «Continua a pedalare, ti tengo ioooooooooo», è scoccata la scintilla!

Quella che ricordo con più emozione, tra i diversi esemplari che si sono susseguiti nel tempo, è stata la bicicletta color verde pisello del nonno Carlo. Si trattava di un curioso reperto anni ’40 o giù di lì, con canna regolamentare e delle ruote decisamente fuori formato (non solo rispetto a quella Graziella démodée, ma anche ad una bici da corsa per uomo contemporanea), che mi costringevano a saltar giù dal sellino tutte…

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