La pace cammina

Un evento interesserà Treviso, in dettaglio la chiesa di San Teonisto mercoledì 5 giugno: TransuManza della Pace. Testimonianze, racconti, dialoghi, documentario-video, filo-diretto Italia-Bosnia.

Organizzato dalla Condotta Slow Food di Treviso, dalla Comunità Laudato Si’ Treviso/Africa e dalla Fondazione Benetton di Treviso, si terrà in questa serata un evento di intenso significato e valore sociale e culturale, che vedrà come protagonista Gianni Rigoni Stern, figlio di Mario.

Per l’occasione verrà presentato il suo nuovo libro “Ti ho sconfitto felce aquilina”.

Ciliegina sulla torta la proiezione del documentario “La TransuManza della pace” che ha per protagonisti i paesaggi e i pascoli del Trentino e di Sućeska nella Municipalità di Srebrenica in Bosnia Erzegovina, le persone e gli animali che li popolano.

Facendo tesoro dell’esperienza maturata negli anni nell’area di Srebrenica, Roberta Biagiarelli ha realizzato un road movie per raccontare il trasferimento e la consegna nel dicembre del 2010 di quarantotto manze dalla Val Rendena (Trento) alle famiglie di Sućeska, e i successivi sviluppi di questo progetto sul territorio. Alla consegna della mucche (arrivate oggi a 130) ha fatto seguito quella di alcuni trattori, che sono stati donati ad alcune persone dei villaggi.

Prima delle donazioni Gianni (ex guardia forestale) aveva visitato quei luoghi, conosciuto gli abitanti dei villaggi, tenuto delle lezioni sulla coltivazione di alcuni prodotti di quelle terre e poi avviato un vero e proprio “cantiere” produttivo, che sta per definirsi compiutamente in questi mesi con l’apertura di un caseificio, il traguardo di un progetto a cui siamo chiamati tutti a contribuire e che sarà descritto successivamente.

Un’azione di solidarietà, esemplare e incisiva, che prende avvio dalla professionalità e dal lavoro sul campo di Gianni Rigoni Stern, nel tentativo di rimediare in modo concreto ai danni lasciati dalla guerra, partecipando al difficile processo di ricostruzione, per dare una prospettiva di futuro a quelle comunità bosniache ancora oggi in grande difficoltà.

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