Gioielli palermitani

Dedico ad Ale, a lei e a lui questo post, come promesso.

Queste della foto son le Terme conosciute come arabe e racchiuse in un edificio a pianta rettangolare, meticolosamente conservato e cintato da muri in pietra irregolare con una fascia in tufo. Si tratta probabilmente del più antico esempio in Europa di costruzione destinata allo sfruttamento delle acque a scopo curativo.


Dalle tracce di scrittura in caratteri arabi è stato ipotizzato che la costruzione risalisse all’età islamica; ecco perchè i bagni di Cefalà Diana sono unanimemente citati come terme arabe. Studi recenti hanno però ricondotto la datazione tra l’età romana e quella tardo-normanna.
All’interno dell’edificio, un’unica grande sala accoglie una grande vasca originariamente suddivisa da muretti in tre vasche minori, su due differenti livelli. Nelle spesse mura interne, si notano delle nicchie, utilizzate forse per riporre i vestiti dei bagnanti o, forse, come stufe per la sudorazione.
l’acqua? Affluiva dalla vicina sorgente, su uno sperone roccioso, dove sgorga a una temperatura compresa tra i 35,8° e i 38°, sfruttata fino a tempi non molto lontani per le sue virtù terapeutiche. E qui un’altra piacevole scoperta: le terme sono comprese nel territorio della Riserva Naturale Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella, istituita nel 1997 per tutelare anche le diverse, numerose sorgenti a temperature variabili che sgorgano da rocce carbonatiche.