Meraviglie a Modena

il
Domenico Galli (1649 – 1697)

Le Gallerie Estensi, Modena, esibiscono una testimonianza preziosa della passione musicale che ha animato il collezionismo e mecenatismo dei Duchi d’Este; si tratta di un piccolo pregevolissimo nucleo di strumenti musicali che riesce a tradurre il gusto collezionistico della casata estense dagli splendori del Rinascimento ferrarese allo sfarzoso Seicento barocco.
Un violino e un violoncello realizzati dal parmense Domenico Galli , intagliatore, decoratore, calligrafo e musicista, sono due pregevoli e inusuali esempi dell’arte dell’intaglio applicata alla liuteria. Il violino, del 1687,  presenta in un piccolo medaglione in cima alla tastiera l’iscrizione con la dedica dell’artista al duca : «SER.MA ALT.ZA / La mia dolcezza animata dal commando gusto di V.A.S. ardisce sperare benigno gradimento di quest’opra che figlia de di lei serenissimi cotante bocche quanti sfori mostra, ambisce pubblicare all’universo / Parma il di P.mo Sett.bre Div.oet ob.oS.o Do.o Galli». Lo strumento, traforato, scolpito e inciso con raffinate sculture e arabeschi, ha il fondo, le fasce e il manico realizzati da un unico pezzo di acero a marezzatura stretta.

Il violoncello fu offerto dall’artista a Francesco II d’Este l’8 settembre 1691 insieme a una raccolta di 12 sonate, il Trattenimento musicale, composte e trascritte dallo stesso Galli. Infatti al centro dell’aquila bicipite, presente sulla tavola armonica, compare un’iscrizione in minutissima calligrafia, da cui risulta chiaro che il violoncello di Galli e la sua musica erano state concepite in stretto rapporto tra loro. Questo magistrale artefice fu dunque non solo intagliatore, trascrittore e calligrafo, ma anche originale liutaio, compositore e, presumibilmente, anche esecutore.

La collezione musicale di Francesco II oltre agli oggetti più evidentemente ‘da collezione’ si completava infine di straordinari strumenti d’uso (un violoncello di Stradivari, violini cremonesi,  cembali di Bombini e Ossa, spinette di Giovannini, organi del Colonna, ecc.). Ciò a testimoniare la volontà di Francesco II di creare a Modena, attraverso una raffinata e intelligente opera di mecenatismo, un centro di cosmopolitismo culturale, conseguendo così la vera ‘maraviglia’ barocca..

Rimando a questo link per ulteriori approfondimenti.

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