La Malta di Caravaggio

Simbolo della resistenza di Malta al Grande Assedio dei turchi ottomani del 1565, la concattedrale voleva essere un omaggio al Patrono dell’Ordine e intendeva rivaleggiare in bellezza con le chiese di Roma.

Io sogno di visitare Malta; questo è uno dei moventi di questo post.

L’altro è che fu meta di Caravaggio: là ha lasciato due dei suoi capolavori.  Il geniale e tormentato pittore italiano vi trovò rifugio nel 1607 dopo la fuga rocambolesca da Roma a seguito dell’uccisione di un uomo.

A Malta Caravaggio dipinse due autentici capolavori, La Decollazione di San Giovanni Battista e San Girolamo Scrivente, che si possono ammirare all’interno della concattedrale insieme ad altre importanti opere di artisti dell’epoca come Mattia Preti e Antoine de Favray.

Entrare a far parte dei cavalieri era una cosa di fondamentale importanza per Caravaggio: grazie a tale adesione, la condanna a morte emessa dal Papa (a causa di un crimine effettuato in precedenza) non avrebbe più avuto effetto.

Nella tradizione pittorica, Giovanni Battista veniva dipinto già decapitato e con la testa posta su un vassoio, come un’offerta.

Nel quadro il Genio scelse di riportare su tela l’attimo precedente alla decapitazione di san Giovanni Battista.

Facendo attenzione a tutta la scena si nota che i dettagli sono pochi e che l’azione avviene all’esterno; sullo sfondo, poi, si erge un edificio e, dalle grate alla finestra, puoi intuire che si tratta del carcere in cui il Caravaggio san Giovanni Battista era tenuto prigioniero.

Rimando qui per entrare in profondità.